scuola Franceschi

 

SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE "GIORGIO FRANCESCHI", VIA DI DONNA OLIMPIA, 45
Studio tipo per la progettazione di interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio scolastico
 
Incarico dell'Assessorato Politiche dei Lavori Pubblici - VIII U.O. Manutenzione Edilizia Scolastica
 
NOTE METODOLOGICHE PER LO SVOLGIMENTO DELLO STUDIO PER LA PROGETTAZIONE DI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE
Premessa
Preliminare allo studio di adeguamento funzionale e normativo dell’edificio scolastico in questione è mettere a punto un sistema di conoscenze di base che conducono al corretto approccio al progetto.
 
I dati seguenti si riferiscono all’edificio, mentre è sottintesa la conoscenza di tutte le norme di legge.
 
1 – Conoscere i dati del problema che fanno scaturire la necessità del progetto.
 
2 – Elaborare una scheda storica dell’edificio scolastico in cui siano evidenti non solo le origini (da ricercare alla Conservatoria), ma anche tutte le trasformazioni avvenute fino ad oggi.
 
3 – Fare il sopralluogo per annotare:
- i caratteri (valori architettonici) dell’edificio,
- le trasformazioni avvenute per giudicare quelle incongrue,
- per riconoscere le possibilità di trasformazione di tutti gli spazi della scuola.
 
4 – Esprimere il giudizio critico sull’architettura dell’edificio, sui valori da mantenere, su quelli da recuperare.
 
5 – Considerare come ogni intervento di adeguamento della scuola alle normative, anche se parziale, possa essere nel senso di un recupero della qualità architettonica della scuola.
 
 
A.1. I dati del problema
 
Le richieste avanzate con il sopralluogo del giorno 11 febbraio 2003 sono relative a alcune necessità contingenti e non più dilazionabili. Esse sono:
 
- relative alla mancanza di spazi per le libere attività (laboratori);
- relative alla dimensione esigua del refettorio (370 pasti in media distribuiti in quattro turni)
- relative alla collocazione incongrua della Scuola Materna al primo piano dell’edificio senza il necessario contatto diretto con lo spazio all’aperto
(Mentre ci si chiede di non occuparci delle scale di sicurezza)
 
 
A.2. Scheda storica
 
A.2.1.Cronologia del progetto, della realizzazione e delle principali trasformazioni
 
- 1931. Il PRG di Roma stabilisce per quest’area di via di Donna Olimpia la costruzione di palazzi intensivi. Poi negli anni dal 1931 al 1937 viene stabilito l’inserimento nel lotto tra via Ozanam e via Fonteiana di una scuola elementare da intitolare a Giorgio Franceschi.
- 1937. Viene disegnato il primo dei due progetti per la scuola ad opera dell’ing. arch. Giorgio Wittinch. In questo progetto, il cui impianto generale rimarrà sostanzialmente quello definitivo, la zona dell’ingresso su via di Donna Olimpia non è porticata, ma il corpo degli uffici si affaccia direttamente su strada.
- 1939. Il 3 gennaio con notifica n.16.338 il Governatorato pubblica le offerte di esproprio delle aree occorrenti alla realizzazione della scuola.
- 1939. Il 1 giugno vengono iniziati i lavori: il progetto ora presenta il portico d’ingresso, filtro tra la strada e il cortile.
- 1941. Il 20 aprile i lavori completati vengono descritti nel Verbale di consegna.
- 1941. Nel settembre le vicissitudini belliche porteranno alla requisizione della scuola da parte del Comando Aeronautico: questo sarà causa di danneggiamenti da bombardamento.
- 1945. La scuola è occupata dagli sfollati dei caseggiati di via di Donna Olimpia che troveranno alloggio nelle aule ma anche nei corridoi suddivisi da tramezzature provvisorie a creare più unità abitative.
- 1951. Nel marzo l’edificio subisce il crollo parziale dell’angolo sud nel quale persero la vita alcune persone (Verbale comunale del 17 marzo): Pier Paolo Pasolini ne parla in Ragazzi di vita.
- 1956. Il 19 aprile il Verbale di consegna lavori, effettuato dal Comune, testimonia l’ultimazione del ripristino dell’edificio. Presumibilmente è questo il momento in cui l’edificio accoglie gli alunni.
(Da: Archivio del Comune di Roma, Conservatoria del patrimonio immobiliare, Pos. 1458).
 
A.2.2. Le principali trasformazioni
 
Sebbene non abbia subito alterazioni importanti di tipo strutturale (ma poco si sa della ricostruzione dopo il crollo), sono avvenute alcune trasformazioni tipologiche, delle quali le principali sono l’inserimento di:
- alcuni uffici del XVI Municipio ad occupare tutta l’ala delle aule a sinistra dell’edificio;
- il centro anziani nel piano seminterrato dell’ala destra;
- il parcheggio della Polizia Municipale situato nel cortile esterno all’edificio.
Questa trasformazione della scuola in edificio polifunzionale ha comportato modifiche nella organizzazione degli spazi scolastici, nell’ingresso e in alcuni elementi distributivi:
- la mensa trova oggi posto nella parte d’ingresso su via di Donna Olimpia originariamente destinata agli spazi di amministrazione;
- l’ingresso porticato è chiuso da una cancellata in ferro e in parte occupato da un ingresso di servizio alla mensa e dall’uscita di sicurezza dal piano seminterrato;
- è stata sostituita la maggior parte degli infissi originali e alcuni serramenti interni. Sono nuovi anche tutti gli avvolgibili;
- l’eliminazione delle barriere architettoniche ha prodotto un servo-scala all’ingresso e un ascensore in prossimità dei servizi igienici accanto alla palestra;
Le funzioni che l’edificio attualmente accoglie investono la scala del quartiere. Se da una parte è merito della impostazione tipologica del progetto che trova ancora oggi risposte convincenti in termini di fruizione, questo inserimento ha comportato trasformazioni distributive e funzionali, compatibili tra di loro, ma che aspettano ancora un progetto complessivo che renda congrui gli spazi alle potenzialità urbane e architettoniche del manufatto.
 
A.3. Il sopralluogo
 
A.3.1. Descrizione e consistenza edilizia
 
L’edificio, situato su un lotto triangolare in pendenza, è costituito da un unico corpo di fabbrica isolato, trapezoidale, organizzato intorno a un cortile. L’importante ingresso principale su via di Donna Olimpia è costituito da un portico, raccordato ai corpi delle aule, alti 4 piani, attraverso i cilindri delle scale. Sul lato opposto, inquadrata anche qui da due volumi cilindrici con i servizi igienici, è inserita la palestra, a doppia altezza, affacciata su un secondo cortile, definito dal muro di recinzione alto tre metri. I lunghi corpi laterali sono dimensionati per le aule, esposte sempre ad est, privilegiando la giusta esposizione all’affaccio simmetrico sul cortile interno.
La tecnologia, usata peraltro anche in altri edifici scolastici contemporanei, è quella dei materiali autarchici.
Con l’autarchia, nella seconda metà degli anni Trenta, l’innovazione tecnologica è riassorbita nella tradizionale costruzione in opera muraria (il R.D.L. del 7 IX 1939 estendeva il divieto di costruzione in cemento armato a tutti gli edifici pubblici e privati e soprattutto limitava le possibilità di concedere deroghe). La secca involuzione verso tecniche costruttive del passato assume però anche aspetti sperimentali e trova nelle opere pubbliche romane un campo di applicazione privilegiato Interessante è l’utilizzazione, in questo edificio, dei solai prefabbricati Frazzi, brevettati in quegli anni ed utilizzati diffusamente (vedi la Città Universitaria), nell’ambito degli esperimenti sui solai in cemento armato e debolmente armato, uno dei filoni di studio privilegiati in quegli anni (come il solaio Marchino debolmente armato del 1938 e il solaio Miozzi, completamente senza armatura, brevettato anch’esso nel 1938).
 
A.3.2. Le caratteristiche costruttive e gli impianti
 
- Strutture in elevazione verticali: muratura portante mista in spezzoni di tufo e ricorsi di mattoni
- Solai sono del tipo “Frazzi” in latero-cemento; ambienti voltati a botte lunettata sono al piano seminterrato, nei corridoi e in alcuni uffici del piano rialzato;
- Coperture: a terrazza con piancito in marmette ricoperto di guaina impermeabilizzante lasciata a vista
- Scale: la struttura è in cemento armato
- Finiture esterne: l’edificio presenta una certa varietà nei materiali. La parte basamentale è rivestita in travertino come pure è il portico a pilastri dell’ingresso principale. I corpi longitudinali delle aule sono ad intonaco, mentre i corpi scala sono rivestiti da una cortina di listelli di laterizio.
- Serramenti esterni: gli infissi originali sono in legno o in ferro-finestra con apertura a battente o a vasistas, quelli sostituiti sono in pvc con sopraluce fisso
- Dispositivi di oscuramento delle aule: avvolgibili in pvc
- Finiture interne:
Atrio: pavimenti in marmo tipo Trani, infissi in pvc; zoccolino in legno
Scale: pavimenti in marmo tipo Trani; i rivestimenti sono in marmo tipo Trani, le pareti tinteggiate in tinta acrilica
Corridoi: pavimenti in linoleum, finestre in pvc (I° piano); zoccolino in legno
Aule: porte in legno; zoccolino in legno; pavimento in linoleum, finestre in pvc oscurabili con avvolgibili in pvc
Uffici: pavimento in marmo tipo Trani; zoccolino in legno; finestre in ferro con avvolgibili in pvc
Palestra: pavimento in linoleum; porte in ferro (una sola è in legno); le porte finestre sul cortile sono in ferro; le finestre della parte superiore sono in legno non oscurabili; sistemi illuminanti a lampade alogene; zoccolino in legno
Servizi igienici: clinker ceramico al pavimento e piastrelle in ceramica alle pareti, infissi in ferro e avvolgibili in pvc, porte in legno tamburato rivestite in laminato; zoccolino in legno
NB. Tutte le pareti sono tinteggiate in tinta lavabile acrilica. Al piano seminterrato i pavimenti sono in marmette
- Serramenti interni: Le porte sono quasi tutte in legno del tipo originario, tranne quelle dei wc che sono in tamburato rivestito in laminato, ed al piano rialzato gli uffici hanno la porta in ferro
- Sistemi illuminanti: lampade al neon
- Spazi esterni
pavimentazioni: pavimentato in travertino per la parte a ridosso dei muri perimetrali come pure lo zoccolo, e piastrelle di cemento nella zona centrale. Le scale di accesso al cortile sono in travertino.
recinzioni: l’edificio è recintato da un muro solo nella parte retrostante e precisamente su parte di Via Abate Ugone e Via Fonteiana
- Dotazione di impianti: l’edificio è dotato di impianto idrico, elettrico, gas, telefonico, riscaldamento centralizzato, acqua calda, citofonico, antenna TV. E’ dotato inoltre di un ascensore che serve anche da montacarichi
 
A.3.3. Lo stato di conservazione
 
Modesti distacchi degli intonaci, dovuti ad umidità per infiltrazione e alla percolazione delle acque meteoriche, sono presenti in alcuni tratti sommitali dell’edificio.
In cattivo stato di conservazione si presentano invece i due cortili: in alcune zone la pavimentazione è mancante e risarcita con colate di asfalto e la superficie presenta avvallamenti e sconnessioni; sul muro di recinzione del cortile esterno è presente vegetazione infestante, causa di zone di distacco dell’intonaco.
 
A.4. L’architettura dell’edificio: le qualità architettoniche, urbane, ambientali originarie
 
L’impianto planimetrico, ricalcando la forma del lotto, esibisce grande corrispondenza tra pianta e facciate. Su un lotto di forma trapezoidale l’ing. arch. Giorgio Wittinch sviluppa un impianto di grande rigore geometrico. Basato su una matrice triangolare, per mezzo del proporzionamento aureo, organizza attorno ad uno spazio centrale scoperto, di forma trapezoidale, due corpi di aule prospettantisi e due blocchi destinati a servizi.
La matrice architettonica, oltre che strettamente romana, richiama architetture scolastiche illustri quali la scuola di Trento di qualche anno prima progettata da Adalberto Libera, citandone insieme all’organizzazione generale la forma trapezoidale del cortile in cui sporge il corpo dell’amministrazione (ora mensa).
Alto quattro piani, l’edificio pare assorbire la complessità urbana del quartiere in cui sorge, equilibrando la vocazione razionalista delle soluzioni a torri dei corpi scala con il rigore geometrico del portico d’ingresso che immette immediatamente al grande cortile e con il ritmo ortogonale delle aperture che regolarmente scandiscono le facciate, formando così un organismo che è “luogo urbano” per eccellenza, dove i percorsi interni e gli spazi collettivi all’aperto sembrano progettati in continuità con gli spazi della città.
L’ingresso all’edificio, rialzato e arretrato rispetto alla strada è definito da un porticato rivestito in travertino. Trasparenze e luminosità dei punti di accesso attraverso i quali si entra nell’edificio e si ridiscende nel cortile si alternano alle ombre nette e profonde che i pilastri del portico proiettano sulla superficie muraria centrale
L’elemento centrale dell’edificio, il cortile, è principio attorno al quale sviluppare l’idea stessa di questa architettura. La sua forma è resa complessa dalla particolare stondatura degli angoli che fa da contrappunto alla convessità delle scale di accesso e all’aggetto del volume d’ingresso. La sua valenza di spazio racchiuso ma aperto allo stesso tempo determina l’aspetto forse più qualificante di questa scuola. E’ spazio aperto perché abbraccia la strada, quasi continuazione di essa, attraverso il filtro del porticato d’ingresso, ne dilata lo spazio ad un piano di maggiore fruibilità, quartiere nel quartiere. E’ spazio da correre e da percorrere, spazio calmo sul quale affacciarsi dalle finestre delle aule. E’ pensato anche per questo, per la luce e l’aria. In altezza poi, il gioco dei volumi diventa vario e crea zone d’ombra buone per la sosta.
La continuità tra lo spazio della strada e quello del cortile è sottolineata e definita dal porticato d’ingresso, così come nel cortile, dalla percezione unitaria del corpo più basso, aggettante e inquadrato dalle due ampie vetrate di accesso.
Interessante era la palestra all’aperto, posta in origine sulla terrazza di copertura dell’ingresso ed accessibile dai due corpi scala.
La massima funzionalità della pianta è ottenuta da un’integrazione di parti distinte e ben riconoscibili nei volumi: il grande trapezio del cortile, baricentro dell’intero edificio, le due ali delle aule orientate ad est secondo la migliore esposizione, separate dal nucleo centrale da una parte a ingresso e atrio di altezza minore e la parte posteriore destinata ad ospitare la palestra e ad ogni piano i laboratori.
Notevole e già “tipico” è il trattamento dei corpi scala e dei servizi igienici, denunciati da volumi più alti di forma cilindrica allungata, con la vocazione ad una doppia valenza architettonica e urbana di elemento compositivo fortemente caratterizzato e caratterizzante e di richiamo visivo e fulcro attorno al quale si concentra il dinamismo urbano.
In realtà le specializzazioni funzionali sono denunciate tutte all’esterno, nella volontà di marcare il significato con il “significante” e benchè il fronte su via Fonteiana si faccia più chiuso, più massiccio, quasi a serrare il lotto in una struttura bloccata, nei volumi è già visibile l’articolarsi degli spazi interni per funzioni diversificate. Anche il trattamento cromatico oltre che materico, sottolinea le funzioni e i luoghi creando una complessità che l’apparente semplicità dell’impianto planimetrico non denuncia.
Questa complessità si esprime con un linguaggio nuovo anche attraverso il trattamento cromatico dei volumi e delle superfici, che all’esterno definiscono e delimitano piani, corpi, elementi funzionali diversificati e più liberamente articolati ed il cui dinamismo viene accentuato da tale linguaggio. Il corpo basso dell’ingresso in travertino viene avviluppato dai corpi delle aule trattati ad intonaco, i quali a loro volta cingono e quasi inglobano le torri dei servizi rivestite da listelli di laterizio a creare un insieme dinamico che gioca e trae spunto anche con le differenti altezze e con la varietà dei materiali impiegati.
Allo stato attuale l’organismo architettonico non è più completamente leggibile così come progettato.
 
STUDIO TIPO PER IL PROGETTO DI RAZIONALIZZAZIONE FUNZIONALE E DI RECUPERO ARCHITETTONICO
Premessa
Preliminare allo studio di adeguamento funzionale e normativo dell’edificio scolastico in questione sono le Note Metodologiche, già redatte e qui allegate, in cui è messo a punto il sistema di conoscenze di base che conducono al corretto approccio al progetto.
 
I dati analizzati si riferiscono all’edificio, mentre è sottintesa la conoscenza di tutte le norme di legge.
Essi sono:
1 – i dati del problema che fanno scaturire la necessità del progetto.
Le richieste avanzate con il sopralluogo del giorno 11 febbraio 2003 sono relative a alcune necessità contingenti e non più dilazionabili. Esse sono:
- relative alla mancanza di spazi per le libere attività (laboratori);
- relative alla dimensione esigua del refettorio (370 pasti in media distribuiti in quattro turni)
- relative alla collocazione incongrua della scuola Materna al primo piano dell’edificio senza il necessario contatto diretto con lo spazio all’aperto.
2 – la scheda storica dell’edificio scolastico in cui siano evidenti non solo le origini (da ricercare alla Conservatoria), ma anche tutte le trasformazioni avvenute fino ad oggi.
3 – il sopralluogo per annotare:
- i caratteri (valori architettonici) dell’edificio,
- le trasformazioni avvenute per giudicare quelle incongrue,
- per riconoscere le possibilità di trasformazione di tutti gli spazi della scuola.
4 – il giudizio critico sull’architettura dell’edificio, sui valori da mantenere, su quelli da recuperare.
5 – la considerazione di come ogni intervento di adeguamento della scuola alle normative, anche se parziale, possa essere nel senso di un recupero della qualità architettonica della scuola.
 
I punti da 1 a 4 sono sviluppati nelle Note Metodologiche (vedi).
 
5.0 – Considerazioni preliminari sullo stato della scuola di via Donna Olimpia
Nei riguardi del D.M. 18 XII 1975, l'edificio non rispetta le quantità minime stabilite:
- il rapporto tra aule e spazio all’aperto nella scuola Elementare è decisamente esiguo, nonostante una parte (un’ala) non sia più adibita a scuola; le aule si svolgono per quattro piani.
- la scuola Materna non è ubicata al piano terra.
Due punti in netto svantaggio dal punto di vista educativo: invece la vicina scuola di via Fabiola - via Ozanam, progettata e costruita per accogliere una scuola Elementare e quindi con un giusto rapporto tra aule e spazio aperto, è attualmente utilizzata come scuola Media che ha per norme un rapporto diverso: ci si chiede se non sia ipotizzabile scambiare tra loro le due scuole.
Inoltre la vicinanza di villa Panphili fa auspicare la sistemazione ai suoi margini di padiglioni in legno che potrebbere accogliere la scuola Materna.
 
5.1 – La scuola come servizio educativo
Rapporto area libera / fabbricato (lavorare fuori)
Il rapporto alunno/spazio all’aperto, secondo normativa, non è recuperabile, ma si può aumentare il pochissimo spazio all’aperto esistente:
- restituendo alla scuola il cortile tra via Fonteiana e via Abate Ugone attualmente utilizzato come parcheggio per la Polizia Municipale (che potrebbe invece essere spostato all’esterno oppure collocato nel vasto ambiente sotto la palestra) e adeguandolo alle esigenze funzionali della scuola, ad esempio attrezzandolo come palestra all'aperto.
- utilizzando (riservata alla scuola Elementare) l’area stradale di via Fonteiana, oggi prevalentemente usata come parcheggio, trasformandola a giardino terrazzato in cui ci sia almeno uno spazio riservato ad ogni classe.
- si esclude, in prima ipotesi, la possibilità di utilizzare le terrazze della palestra, del portico d’ingresso, quelle di copertura, attraverso la realizzazione di un tetto giardino perché spazi difficilmente attrezzabili senza incidere sul volume architettonico che comunque va conservato integro.
 
5.2. Il ruolo urbano dell’architettura scolastica
Rapporto edificio - città
All’interno delle indubbie qualità urbane di questa architettura, ancora oggi conservate e valide, si può migliorare lo stato attuale con alcuni interventi:
- recupero e valorizzazione del portico d’ingresso, spazio aperto e coperto che prospetta su via di Donna Olimpia, attraverso il ripristino della percorrenza tra strada e cortile: si lasciano separati i due accessi, alla scuola e al municipio, ma la scuola acquisisce una circolarità di percorso sia attraverso il corridoio ampio tra i due atrii che tra le colonne del portico (a questo scopo va ridimensionata la scala della Polizia municipale).
- il cortile centrale è l’elemento importante dal punto di vista architettonico e funzionale: è necessario che la sua riqualificazione venga interpretata come restituzione di uno spazio per le attività scolastiche all’aperto. Sarà piantato adeguatamente con alberi e spazi fioriti, ricavati luoghi attrezzati per l’esplicazione delle attività didattiche, tenendo anche presente il vantaggio della presenza degli alberi per l’ombra naturale (scegliere le essenze adatte). Questo spazio potrà essere riservato alla scuola materna che, spostata al piano terra, potrà avere una scala di accesso diretto.
Inoltre, nel tempo bisognerà tenere presente:
- la ricerca e il ripristino della coloritura delle facciate con tinte a calce (ocra, dalla quale spiccavano le torri in mattoni delle scale) che restituisca l’originalità all’organismo architettonico.
- gli infissi, sostituiti gli originali con gli attuali di qualità più scadente, non adeguati al carattere architettonico dell’edificio, andrebbero, nel tempo, rifatti.
 
5.3. La scuola come edificio funzionale e architettonico unico
Le qualità primarie
Anche la qualità dell’edificio (inteso come organismo composto di volumi e spazi liberi) è educativa. Il progetto propone di ridare qualità ai seguenti spazi:
- gli atrii vanno riqualificati e ridimensionati ripristinandone la comunicazione circolare e il collegamento diretto con il cortile.
- nell’attuale assetto funzionale è insufficiente la dotazione di scale. E’ necessario che il corpo scala, aggiunto dal progetto antincendio per una corretta evacuazione dell’edificio, sia anche scala di distribuzione. Va quindi posta particolare attenzione al suo posizionamento evitando la prossimità delle stondature degli angoli del cortile, elemento formale pregevole che fa da contrappunto alla convessità del blocco dei servizi igienici e ammorbidisce e dinamizza questo spazio. Va posta inoltre particolare attenzione ai materiali costruttivi che non devono essere rumorosi perché la scala andrà usata quotidianamente. Non va infine esclusa la possibilità di collocarla all’interno dell’edificio. L’uso della seconda scala è assolutamente necessario per gli alunni che vanno alle aule all’aperto e che non devono usare il corridoio della scuola materna: infatti essa ha uno spazio così esiguo che anche il corridoio deve essere considerato nelle Sezioni: in esso saranno poste le attività più adatte.
- Va prevista una diversa localizzazione della mensa che deve avere un maggior numero di posti. Si pensa di utilizzare quella originaria (adeguandola alle norme) e aprendola, rialzando il pavimento, allo spazio all’aperto di via Fonteiana, una volta riqualificato. Inoltre bisognerà non più prescindere da un arredamento adeguato alle necessità dei piccoli. Per la mensa, vedi il progetto allegato.
- al posto della mensa può trovare collocazione l’Aula Magna, integrata con la biblioteca degli studenti. Teatrino, spazio per esposizioni temporanee, biblioteca possono (se poste all’ingresso) essere utilizzate anche per le iniziative culturali di quartiere. Un luogo utilizzato anche in orari diversi da quelli scolastici.
- la palestra va arredata adeguatamente e messa in comunicazione con lo spazio all’aperto accanto; c'è da pensare ad una utilizzazione anche dell'ambiente sottostante, bonificandolo perché ha le finestre chiuse in varie maniere: il quartiere ha sicuramente bisogno di questo spazio che può avere ingresso indipendente attraverso la palestra all'aperto.
 
5.4. La scuola come didattica
Le qualità didattiche
Dal punto di vista funzionale e distributivo, si propongono i seguenti cambiamenti:
a - scuola Materna: le 8 Sezioni acquisiscono tutto il piano terreno, compreso il corridoio (necessario per aumentare un po' le superfici delle Sezioni, nettamente al di sotto della norma): inserire qui le funzioni didattiche adatte e compresa la biblioteca attuale (che viene spostata).
- Avrà due accessi diretti al cortile, tutto riservato a essa, tramite la doppia scala esistente in fondo al cortile e una nuova scala da aprire lungo il corridoio. Per il progetto del cortile, vanno studiate zone specifiche per le diverse attività, prima della scelta delle essenze da piantare.
- Rispetto agli indici del DM del '75, le aule sono piccole: non potranno quindi contenere più di 23 alunni. Su questo dato, non derogabile, sono stati dimensionati gli altri spazi necessari. Una puntuale localizzazione di ogni ambiente è indicata nelle piante allegate.
b - Scuola Elementare: le 18 aule hanno la dimensione giusta per 30 alunni a classe.
- La necessità di laboratori e di aule interciclo sarà migliorata riacquisendo ad ogni piano alcune aule in fondo al cortile, oggi in parte occupate dal XVI Municipio.
- Nel calcolo delle superfici e delle attività bisognerà includere il nuovo spazio polifunzionale dell'Aula Magna - Teatrino - Biblioteca alunni ottenuto trasferendo la mensa.
- In questo modo gli spazi coperti sono adeguatamente dimensionati alla popolazione scolastica attuale.
- Del tutto carente sono invece gli spazi all'aperto e il loro reperimento non è più dilazionabile, a 30 anni dalla entrata in vigore del DM 18 XII '75. Una corretta didattica necessita della esperienza delle attività all'aperto: non potendo in alcun modo raggiungere gli standard richiesti, si è pensato di specializzare il limitato spazio esterno reperibile ricavando 18 aule all'aperto, che andranno arredate con attrezzature fisse. Per raggiungere questo luogo gli alunni dovranno percorrere la scala di prossima costruzione e attraversare le Sezioni della scuola Materna per un breve tratto.
- Una localizzazione puntuale di ogni ambiente è indicata nelle piante allegate.
 
5.5. La scuola come edificio in mutamento
I cambiamenti da accettare
Le variazioni funzionali dal momento della costruzione non giocano a discapito: la polifunzionalità odierna dell’edificio è un elemento qualificante anche per la scuola:
- gli anziani del centro potrebbero svolgere una attività di sorveglianza, di manutenzione del verde, ...
- l’aula polifunzionale, la palestra, la palestra all'aperto potrebbero svolgere un importante servizio di quartiere
- si auspica una veloce acquisizione dell'area di via Fonteina per la didattica all'aperto, il gioco, l'uscita dalla mensa (vedi studio allegato).
 
5.6. La scuola come edificio in mutamento
La variazione e la trasformazione della struttura portante
- è in corso la redazione del Certificato di idoneità statica. Si suggerisce di verificare l’ala sud per appurare le ragioni del crollo del 1951 e i modi e le tecniche della ricostruzione. Da verificare inoltre con attenzione le manomissioni alle strutture verticali e orizzontali che potrebbero essere avvenute per gli impianti sottotraccia.
 
 
5.7. La scuola come edificio sicuro e aperto a tutti
- il progetto antincendio è in corso di realizzazione.
- l’accessibilità dei disabili alla scuola avviene attraverso un ingresso riservato e l'ascensore.
 
 
RISTRUTTURAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SALA POLIVALENTE E OPERE ANNESSE. PROGETTO DEFINITIVO. RELAZIONE TECNICA
 
Il progetto nasce da una ricerca universitaria per formulare ipotesi di razionalizzazione funzionale e valorizzazione architettonica della scuola, elaborata lo scorso anno e che ha prodotto gli schemi e gli scritti allegati allo studio preliminare.
Il progetto prevede la sistemazione di parte del piano seminterrato del corpo di fabbrica verso via Fonteiana, dei locali originariamente adibiti a refettorio, come sala polivalente e laboratori per una superficie di circa mq 250.
 
 
Il rilievo dello stato attuale (2004)
Dal rilievo e dai sondaggi effettuati nei locali è stata verificata la possibilità di riusare adeguatamente i locali.
Attualmente non è possibile accedere a questi locali attraverso la scala interna della scuola per la presenza di funzioni diverse da quella scolastica: il Centro anziani su via Fonteiana. E’ utilizzabile invece l’ingresso dal cortile.
La sala è attualmente illuminata da finestre verso via Fonteiana in parte chiuse per l’innalzamento del piano stradale, successivo alla costruzione dell’edificio. L’attuale corridoio di distribuzione si affaccia e ha un accesso diretto sul cortile.
Sono stati rilevati due cavedii: il cavedio dei bagni dove è collocato l’ascensore che serve tutti i piani dell’edificio sino al piano rialzato e un secondo cavedio tra il rifugio antiaereo e via Fonteiana.
 
La nuova collocazione della sala polivalente e dei laboratori lavora nel rispetto e per la valorizzazione dei caratteri dell’architettura dell’edificio scolastico, già evidenziati nello studio preliminare al progetto.
L’intervento comporterà la sistemazione interna di tutti gli ambienti con la realizzazione di tutti gli impianti necessari, ma sarà anche occasione per la ridefinizione architettonica dei due fronti, quello sul cortile e quello verso via Fonteiana e per una riqualificazione degli spazi esterni ad essi prospicienti.
La modalità di intervento, le scelte dei materiali e delle finiture, il disegno di dettaglio attenti all’esistente aggiungono una qualità “contemporanea” all’architettura dell’edificio a ritrovare valori architettonici alienati nel tempo, considerando l’edificio nella sua interezza architettonica, rispettandola e valorizzandola.
 
 
Gli interventi previsti
La distribuzione funzionale prevede nella sala grande la realizzazione di uno spazio polivalente centrale, due laboratori adiacenti e uno spazio di distribuzione collegato alla sala e ai laboratori da tre passaggi di porte. Gli elementi di divisione tra la sala centrale e i due laboratori adiacenti consentono il passaggio tra i diversi spazi: una piccola gradinata in legno racchiusa in un abside e una piccolo palco articolano lo spazio e lo rendono fruibile in modo diversificato.
 
Gli interventi previsti sono:
 
- le finestre poste lungo via Fontejana, saranno ripristinate alla loro dimensione originaria per dare la maggiore illuminazione ma saranno bloccate nella loro apertura al fine di non immettere aria inquinata dalla strada all’interno della sala;
- realizzazione di un’intercapedine indispensabile alla bonifica dall’umidità del muro interrato dell’edificio che in corrispondenza delle finestre sarà chiusa con una superficie vetrata calpestabile e antiscivolo posta in continuità con il piano del marciapiede;
- realizzazione di un pavimento a una quota soprelevata (+ cm 40 sopra il pavimento attuale, dimensione che permette di non modificare le piattabande delle porte) con un cavedio sottostante per il passaggio degli impianti, oggi a vista lungo le volte;
- realizzazione nella sala di un elemento di divisione in muratura contenente una piccola gradonata in legno: la parete sarà rivestita in legno verso la gradonata e in mosaico colorato verso lo spazio del laboratorio; una parete vetrata, realizzata con cristalli di sicurezza, chiuderà il cilindro contenente la gradonata sino alla volta e verso le pareti laterali;
- realizzazione nella sala di un elemento di divisione in muratura contenente un piccolo palco in legno: la parete sarà rivestita di sughero sia verso il palco sia verso il laboratorio; conterrà un sipario e un passaggio di collegamento tra il palco e il laboratorio;
- nello spazio di distribuzione sarà realizzata una libreria con montanti in muratura e ripiani in legno lungo tutta la parete verso la sala polivalente;
- il pavimento della sala, dei laboratori e della biblioteca sarà rivestito in parquet di faggio, le pareti della sala e dei laboratori saranno rivestiti sino all’altezza di 1,20 in listoni di legno massello di faggio;
- tinteggiatura delle pareti e delle volte previa raschiatura delle vecchie tinteggiature e verifica degli intonaci;
- istallazione di nuovi infissi con sistema di bloccaggio dell’apertura delle finestre;
- spostamento dell’accesso dal cortile in corrispondenza della scala esterna di sicurezza che sarà tamponata al fine di realizzare un collegamento coperto con la sala;
- demolizione della scala di accesso interna esistente e realizzazione di una rampa per il superamento del dislivello e per consentire accesso e via di fuga in luogo sicuro esterno ai diversamente abili;
- realizzazione di nuovo accesso dal cortile (seconda uscita di sicurezza) e della scala di ingresso per superare il dislivello esistente;
- scala di ingresso e rampa saranno rivestite in travertino;
- Realizzazione nuovi servizi igienici con inserimento di un bagno per i disabili localizzati negli ambienti adiacenti alla sala polivalente (ex rifugio antiaereo) opportunamente bonificati;
 
Prospetto su via Fontejana e spazio antistante
La riapertura delle finestre della sala sino a riportarle tutte ad una stessa dimensione per dare luce alla sala, comporterà la realizzazione di uno scavo lungo il fronte di via Fontejana e contestualmente una nuova sistemazione dello spazio esterno.
Gli interventi previsti sono:
- riapertura delle finestre poste lungo via Fontejana che saranno ripristinate alla loro dimensione originaria ma saranno bloccate nella loro apertura al fine di non immettere aria inquinata dalla strada all’interno della sala.
- realizzazione di un’intercapedine larga mt 1,50 e di profondità variabile, lungo tutto il fronte sino alla porta di ingresso posta su via Fontejana indispensabile alla bonifica dall’umidità del muro interrato dell’edificio che in corrispondenza delle finestre sarà chiusa con una superficie vetrata calpestabile e antiscivolo posta in continuità con il piano del marciapiede;
- le parti dell’intercapedine non corrispondenti alle finestre saranno coperte da una griglia pedonabile e carrabile in elementi di acciaio elettrofuso piatto portante;
- trattamento delle superfici interne allo scavo con materiali riflettenti che consentirà di ampliare l’illuminazione naturale all’interno della sala e dei laboratori;
 
 
Prospetto interno e sistemazione del cortile
Il collegamento con la scala esterna e gli accessi alla sala polivalente sono risolti contestualmente alla sistemazione dell’ampio cortile. Il progetto ridefinisce l’attacco a terra dell’edificio, introduce alla nuova sala con diversi elementi confrontandosi con l’imponente prospetto e con l’ampio spazio del cortile. La sistemazione dello spazio esterno prevede la realizzazione di diversi ambiti pavimentati e sistemati a verde.
Gli interventi previsti sono:
- chiusura scala esterna. Il progetto redatto in precedenza per il tamponamento della scala dovrà essere modificato in modo da coprire e rendere protetto il nuovo accesso alla sala;
- realizzazione di un’aiuola fiorita con essenze varie e diversificate a ridisegnare il perimetro del cortile e dividere il marciapiede esistente pavimentato in scaglie di travertino dalla nuova pavimentazione;
- rimozione della pavimentazione esistente e realizzazione di una nuova pavimentazione in pietra arenaria nell’area di maggior percorrenza davanti agli ingressi della sala polivalente;
- messa a dimora di un doppio filare di alberi di Albizia a definire l’area centrale del cortile pavimentata in legno e destinata all’attività didattica e ludica dei bambini;
- sistemazione di un’area a prato e ombreggiata che potrà essere attrezzata e utilizzata per attività didattica e ludica;
- messa in evidenza dell’ingresso dal cortile attraverso la realizzazione di una leggera cornice a stucco;
 
SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE
Per il superamento delle barriere architettoniche è stata prevista la realizzazione di una rampa interna che dalla quota del cortile consenta l’ingresso alla sala polivalente. La stessa rampa consentirà di assicurare una via di fuga in luogo sicuro ai diversamente abili.
L’accesso alla sala dall’interno dalla scuola sarà consentito attraverso l’ascensore che giunge sino al piano rialzato e di qui con l’ascensore posto nella scala di sicurezza esterna che raggiunge la quota del cortile dal quale accedere direttamente.
 
IMPIANTO ANTINCENDIO
Si prevede, a protezione degli ambienti facenti parte del presente appalto, l’installazione di due idranti UNI 45 posizionati alle estremità del corridoio di distribuzione, in corrispondenza di quelli installati al piano superiore, da collegare alla base delle colonne esistenti. Il gruppo antincendio UNI 45 per interno ubicato in apposita cassetta in lamiera, è costituito da rubinetto 1 ½ “, raccordo a tre pezzi, lancia in ottone e rame, metri 20 di manichetta con attacchi di estremità e fascette stringitubo. Il tutto conforme alle norme UNI.
Sono previsti, inoltre, due estintori portatili a polvere per fuochi di classe A, B, C da 6 Kg ubicati in prossimità degli idranti UNI 45.
La sala sarà inoltre compartimentata con un a porta tagliafuoco ReI 120, con le caratteristiche dettate dalla norma UNI CNVVF CCI 9723 rispetto al resto del piano seminterrato che rimarrà inutilizzato.
 
Il piano è provvisto di un sistema organizzato di vie di uscita, sono presenti 2 uscite verso luogo sicuro poste in punti contrapposti.
La larghezza delle vie di uscita non è inferiore a 2 moduli (1.20 m.).
La lunghezza delle vie di uscita, misurata dalla porta del locale più lontano frequentato dagli alunni all’uscita, è inferiore a 60 m.. La capacità di deflusso calcolata secondo la formula max affollamento/n moduli, è inferiore a 60 come prescritto.
La sala polivalente è di capienza non superiore a 100 persone e non è adibita a manifestazioni non scolastiche.
 
Gli spazi per esercitazioni non conterranno materiale che costituisca rischio per carico d’incendio o per caratteristiche di infiammabilità ed esplosività o per complessità degli impianti. (Lett. Circ. Min. Interno n. P2244/4122 sott. 32).
Negli spazi destinati alla conservazione di materiale per uso didattico è prevista la presenza continuativa di personale durante l’orario di attività scolastica. Non esistono locali con carico d’incendio superiore a 30 kg/mq.
 
Il piano che accoglie la sala polivalente e i laboratori sarà dotato di apposita segnaletica di sicurezza antincendio; cartelli indicanti i percorsi di esodo e la posizione dei sistemi antincendio ed ogni uscita di sicurezza sarà dotata in sommità di apposita segnaletica luminosa.

 

Messaggio di errore

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