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Museo nel sito: la musealizzazione del sito archeologico

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È in via di completamento il progetto di creazione di un museo all'aperto nel complesso monumentale del palazzo del IV millennio a.C. La realizzazione del progetto di copertura protettiva dell'area, elaborato dalla Missione italiana, progetto complesso e pionieristico per le scelte architettoniche e conservative adottate, è stata resa possibile grazie all'appoggio e al supporto finanziario del Malatya Valiligi e del Kültür Müdürlügü. Il Museo è stato inaugurato nel mese di maggio del 2011.

La conservazione del mattone crudo

Il mattone crudo è il materiale da costruzione usato per le strutture di Arslantepe. È un materiale antichissimo, usato in diverse parti del mondo, soprattutto nel Vicino Oriente e in Africa, ancora oggi. Si tratta di un materiale particolarmente adatto per l’edilizia per diversi motivi: 1) la sua abbondanza e facile reperibilità; 2) la sua economicità; 3) la sua facile realizzazione; 4) le sue caratteristiche tecniche che creano un ambiente termicamente stabile e isolato, fresco nelle stagioni calde e temperato in quelle più fredde.

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Le case in mattone crudo necessitano però una manutenzione costante. Vanno intonacate annualmente per proteggere i muri dalla pioggia e la neve, abbondanti a Malatya. I resti archeologici non sono un'eccezione da questo punto di vista e quella della loro conservazione, una volta portati alla luce, è una delle questioni più critiche delle missioni archeologiche nel Vicino Oriente. Sin dalla scoperta delle prime parti della struttura palatina ad Arslantepe è stato chiaro che questa andava protetta con grande cura. Ricercatori, architetti e restauratori dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro hanno seguito in questi anni le scoperte, consolidando le strutture e studiando diversi sistemi per una loro migliore conservazione, ma nello stesso tempo, esposizione al pubblico. È stato chiaro da subito ai ricercatori che l'unico modo per proteggere realmente il complesso palatino era quello di coprirlo. Per anni, mentre venivano sperimentati materiali e sistemi di copertura, il palazzo è stato coperto da una struttura leggera e mobile di legni e ondulati di metallo, che hanno protetto perfettamente le mura e i dipinti, ma non ne permettevano la visita.

La copertura ora realizzata risponde a diverse esigenze specifiche specifiche dei siti archeologici stratificati e delle strutture in mattone crudo: a) la struttura è priva di fondazioni scavate sotto i livelli esposti. In tale modo non sono stati rovinati i livelli archeologici sottostanti. La copertura è costruita con dei montanti verticali sorretti da "cavalle" in metallo (che fasciano le mura antiche), fissate con piccole basi in cemento, poggiate sul piano di calpestio; b) i montanti verticali sono posti in corrispondenza della posizione dei muri antichi, in modo da non disturbare la vista e da aiutare il visitatore a immaginare come dovevano essere suddivisi e costruiti gli spazi architettonici; c) sono stati scelti colori più vicini possibile al colore naturale dei tetti in terra, in modo da non creare un impatto visivo troppo forte e da fornire comunque una immagine più vicina al reale possibile; d) gli alzati della struttura rispettano quelli che sono gli alzati ipotizzati per le singole strutture architettoniche ricoperte. Laddove c'erano delle aree aperte (corridoio e cortili) queste sono coperte con dei pannelli di vetro. Questo sistema permette di avere una visioni più vicina possibile, pur senza ricostruzioni alcune, dell'ingombro delle strutture e della luminosità interna al palazzo; e) l'interno della copertura è rivestito in legno, esattamente nello stesso modo in cui erano costruiti i tetti in antico, ma anche nelle case tradizionali ancora visibili nel villaggio di Orduzu attorno al sito; f) sono stati usati per la costruzione solo materiali reperibili localmente e mano d'opera locale. Questo garantisce una facile manutenzione della copertura.

La missione nel 2010 ha lavorato al restauro e alla conservazione degli edifici in kerpiç del complesso palaziale, e alla progettazione dei percorsi interni, tenendo conto delle necessità di protezione delle strutture. Il Museo all’aperto si prevede che sarà definitivamente completato nel mese di maggio prossimo e la sua inaugurazione coinciderà con i 50 anni delle attività della missione archeologica italiana ad Arslantepe.

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