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Periodo V A, Bronzo Medio (2000-1750 a.C.)

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La maggior parte delle testimonianze relative a questo periodo sono state messe in luce nell'area sud-occidentale della collina. Le strutture architettoniche rinvenute sino ad ora sono in condizioni frammentarie e non è possibile per il momento definire con chiarezza la forma e l’estensione dell’abitato, anche perché la complessa stratigrafia di questa fase è stata fortemente disturbata da decine tra fosse e pozzetti. Nel periodo V A si distinguono due fasi, V A1 e V A2, corrispondenti al Bronzo Medio I e II. Nella fase più antica sono state riconosciute numerose aree aperte pavimentate, tagliate da pozzetti riempiti di argilla depurata che potrebbe essere stata destinata ad alcune specifiche lavorazioni artigianali. Alla fase più recente appartiene invece una grande struttura domestica a pianta quadrangolare al cui centro era stato costruito un monumentale focolare a doppio ferro di cavallo. La distruzione di questa struttura ad opera di un incendio è stata probabilmente anche la causa della morte di una donna il cui scheletro è stato rinvenuto nei pressi del focolare. Nella casa si trovavano numerosi vasi di grandi dimensioni destinati a contenere alimenti e liquidi cui si aggiungono numerosi pesi da telaio in pietra ed in argilla che facevano parte dell’attrezzatura di un telaio per la tessitura. Durante il Bronzo Medio l’insediamento di Arslantepe era difeso da un sistema di mura a casematte, che rappresenta una tipica tecnica costruttiva centro-anatolica. Tale sistema di fortificazione era composta da una serie di piccole camere con muri massicci che, sebbene portato alla luce solo in piccola parte, doveva correre lungo tutto il margine della collina.

Le produzioni ceramiche che caratterizzano questo periodo sono in parziale continuità con la cultura della fine del Bronzo Antico, ma segnano anche l'inizio di un nuovo ampliamento del raggio d'azione della comunità di Arslantepe. Il repertorio comprende, infatti, alcune nuove produzioni locali, come ad esempio la ceramica marrone brunita, destinata a contenitori di uso comune, e che sostituisce la ceramica rosso-nera del Bronzo Antico, ed una ceramica dipinta realizzata a mano di diretta derivazione delle ceramiche dipinte del Bronzo Antico III. A queste produzioni si affiancano altre ceramiche realizzate al tornio tra cui una ceramica rossa ingubbiata, che trova paralleli con l'area centro-anatolica, e una ceramica dipinta a bande rosse orizzontali, che sembra costituire la versione locale della cosiddetta Habur Ware della Siria settentrionale.

Gli oggetti in metallo di questo periodo, benché poco numerosi, sono il prodotto di una metallurgia matura. Con il Bronzo Medio scompare infatti la lega rame-arsenico, che viene sostituita dalla lega di rame e stagno e che indica il definitivo consolidamento di quelle reti commerciali su lunga distanza che mettevano in circolazione lo stagno per la manifattura del bronzo. Durante il Bronzo Medio compaiono nel Vicino Oriente nuove entità politiche, come l'antico regno assiro, che basavano parte del loro potere economico sul controllo delle vie di scambio e sulla fondazione di veri e propri avamposti commerciali nel cuore dell'Anatolia, di cui la colonia di Kültepe-Kanesh è l'esempio più noto. È probabile che anche le regioni di Malatya e di Elaziğ, grazie alla vicinanza dei depositi minerari dell'Antitauro (Ergani Maden), fossero direttamente coinvolte in questa stessa rete commerciale.

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