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Periodo VI C, Bronzo Antico II (2750-2500 a. C.)

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L'influenza transcaucasica contribuì a modificare profondamente gli assetti organizzativi e la cultura delle comunità dell'Alto Eufrate nei successivi sviluppi dell'Antica Età del Bronzo. Si formarono dei nuclei regionali molto più circoscritti e si interruppero i tradizionali rapporti con il mondo siro-mesopotamico, mentre la struttura interna delle comunità appariva decisamente più semplice e meno stratificata. Il periodo VI C (2750-2500 a.C.) rappresenta l'inizio di una nuova fase culturale ad Arslantepe. L'abitato si restringe notevolmente e il settore sud-ovest della collina è utilizzato come area marginale all'abitato ed è caratterizzata dalla presenza di numerosi pozzi e di fosse circolari rivestite di fango. Tali pozzetti sono scavati per la conservazione del cibo e per lo scarto dei rifiuti. In rari casi sono state messe in luce fosse, identiche in tutto a quelle precedentemente descritte, contenenti resti umani nella maggioro case dei casi disarticolati o incompleti, privi di corredo o talvolta associate ad ossa animali, tra cui è da segnalare lo scheletro intero di un cane.

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La parte alta del tell è occupata da un complesso di abitazioni costituite da grandi stanze quadrangolari e con fondamenta di pietra, sulle quali insisteranno se strutture domestiche della fase successiva. La suddivisione degli spazi interni e le attrezzature domestiche cambiano notevolmente rispetto al periodo precedente: compaiono un nuovo tipo di forno a volta e focolari con spalliera a ferro di cavallo, che, sostituendo i semplici focolari circolari a fossetta centrale dei periodi precedenti, costituiscono una caratteristica delle culture anatoliche settentrionali. Dagli scavi è emerso, attraverso l'analisi architettonica e della cultura materiale, quanto l'occupazione del Bronzo Antico II fosse diversa rispetto alle fasi precedenti. Per quanto riguarda la cultura materiale si nota la scompare della ceramica prodotta al tornio, al suo posto subentra un nuovo tipo di produzione che è quella della ceramica dipinta che contemporaneamente, seppur con stili differenti, sembra svilupparsi anche tanto nell'area di Malatya, quanto in quella di Elazig e del Keban, dove si osservano cambiamenti culturali paralleli. La ceramica rosso-nera appare come un'evoluzione locale della produzione transcaucasica. I gruppi che occuparono la piana di Malatya in questo periodo avevano una certa mobilità, come è indicato dal ritrovamento di un piccolo sito stagionale di pastori sulle colline rocciose del Gelinciktepe, di fronte ad Arslantepe.

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