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Periodo VI D, Bronzo Antico III (2500- 2000 a.C.)

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A partire dalla metà del III millennio a.C. il pendio viene gradualmente rioccupato. Il nuovo abitato, che mostra una precisa pianificazione urbanistica, si imposta su una terrazzata ed è caratterizzato da strutture quadrangolari di grandi dimensioni separate da vie, piazze e canali. La forma delle case, le installazioni e le tecniche costruttive trovano confronti in altri siti dell'Anatolia nord-orientale e rimarranno invariati fino alla fine del millennio. Verso la metà del periodo vengono realizzati diversi di edifici ovali, parzialmente interrati, il cui uso è difficile da ricostruire a causa dell'assenza degli elementi di arredo e delle installazioni più comuni. Gli scavi hanno messo in luce, al margine dell'abitato, un possente muro di cinta in mattoni crudi su basamento in pietra con bastione semicircolare che attesta per la prima volta la costruzione di una vera e propria fortificazione urbana, presente dei siti di questo periodo in tutta la regione.

La presenza della cinta muraria indica un aumento della conflittualità, forse legato alla competizione tra insediamenti autonomi. Il modello insediativo tipico dell'area è caratterizzato da cittadelle fortificate, che suggeriscono una crescita demografica a cui non si accompagna però la formazione di strutture politiche territoriali complesse. Nonostante Arslantepe durante il Bronzo Antico III fosse ancora il centro più grande dell'intera area di Malatya e il fulcro economico e politico della regione, le caratteristiche interne dell'abitato (privo di veri e propri luoghi pubblici preminenti) e l'organizzazione delle produzioni artigianali, sottolineano come esso fosse incentrato su un sistema socio-economico relativamente semplice, anche se basato sull'attività di specialisti.

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La ceramica fatta a mano mostra una forte continuità con il periodo precedente con le sue due classi, continuano infatti ad essere prodotte la sia la ceramica rosso-nera sia quella dipinta. Rispetto al Bronzo Antico II però i modelli divengono più standardizzati e la produzione più raffinata. In particolare il vasellame dipinto è di sofisticata fattura e presenta motivi complessi e codificati che dovevano essere eseguiti sicuramente da specialisti, i cui prodotti circolavano ampiamente, anche se nelle sole regioni di Malatya ed Elazig. Unico indizio di contatti più a largo raggio sono rari esemplari di ceramica grigia tornita di origine siriana ad Arslantepe e la presenza di altrettanto rari esemplari di ceramica dipinta di tipo Arslantepe in Anatolia centrale.La metallurgia è ancora sviluppata, come indica il ritrovamento di una bottega di fonditore con numerosi crogioli e forme di fusione, ma anche in questo caso il circuito di circolazione sembra più limitato che in passato.

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