Le Recensioni

 

Quando l’impresa si fa libro:

Cinecittà: la fabbrica dei sogni come patrimonio aperto

L’unico vero realista è il visionario.

                                                                                Federico Fellini

 

La raccolta libraria della BiblHuB Sapienza si è arricchita di un volume d’eccezione: Cinecittà. Un patrimonio aperto (Skira, 2021). L’opera è a cura di Barbara Goretti, responsabile mostra e dipartimento educativo di “Cinecittà si Mostra”. Il 15 dicembre 2021 il volume è stato presentato al MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, alla presenza di esperti tra i quali Andrea Minuz, professore di Storia del Cinema alla Sapienza.

L’opera ricostruisce storia, cultura, ma soprattutto memoria viva della fabbrica dei sogni italiana. Tutto questo è stato possibile grazie all’esposizione permanente "Cinecittà si Mostra", vero e proprio angolo di paradiso per gli amanti del cinema e i cultori dell’heritage marketing.

 

“Cinecittà si mostra” è un’iniziativa culturale ideata da Cinecittà nella quale è possibile visitare alcuni famosissimi set cinematografici e vivere l’esperienza di essere catapultati agli albori del cinema italiano del Novecento sino a oggi. Dall’intento di celebrare il decennale di questa accattivante esperienza sensoriale, fino alla nascita del MIAC, il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, è nato il volume curato da Barbara Goretti.

 

Saggi, foto, racconti, copie di documenti originali sono i protagonisti delle 250 pagine in edizione bilingue italiano-inglese, che attraverso ben 150 immagini offrono una ricostruzione a tutto tondo di un immaginario cinematografico a tutt’oggi vivo in Italia e nel mondo. Il materiale iconografico, messo a disposizione dagli archivi dell’Istituto Luce, offre la possibilità al lettore di unire passato e presente, immergendosi in un’epoca d’oro del cinema nella quale Cinecittà iniziava a essere definita la “Hollywood sul Tevere”. Tra i vari documenti riportati nel volume, anche libri contabili di registi o addetti ai lavori.

 

La copertina è realizzata dal maestro Renato Casaro, artista, pittore e illustratore annoverato tra i maggiori cartellonisti cinematografici italiani (Ingresso principale degli studi di Cinecittà, areografia su carta, 2021). Il volume è introdotto dalla premessa di Chiara Sbarigia, presidente dell’Istituto Luce Cinecittà, che apre le porte ad un primo contenuto iconografico a cura di Gino Peressutti, dedicato al progetto su carta dell’ingresso di Cinecittà.
La lettura è suddivisa in Primo Tempo (2011-2015) e Secondo Tempo (2015-2021), rappresentanti rispettivamente gli inizi del percorso museale di Cinecittà e il suo sviluppo favolosamente rapido. Entrambe le parti sono arricchite da Schede di approfondimento, utili alla piena comprensione del volume.

Dopo un decennio, Cinecittà si Mostra “è ancora materia viva, capace di metamorfosi continue in un luogo da cui traspirano sogni. Un percorso che non solo ha aperto i suoi cancelli al pubblico ma che racconta Cinecittà, ne delinea l'identità espositiva come opera in movimento e patrimonio aperto” (Barbara Goretti). Una memoria cinematografica viva e rivolta al futuro.

 

di Federica Volpicelli,
Laureanda in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione di Impresa
volpicelli.1646503@studenti.uniroma1.it

Titolo completo:

Cinecittà. Un patrimonio aperto.

Dieci anni di Cinecittà si Mostra (2011-2021)

Azienda promotrice:

Luce Cinecittà

Provincia:

Roma

Website aziendale:

https://cinecittasimostra.it/

Categoria di appartenenza:

Cinema

Anno di pubblicazione:

2021

Lingua:

Italiana-Inglese

Numero di pagine:

250

Autore/i:

Barbara Goretti

Con testi di: Nicole Bianchi, Elisabetta Bruscolini, Gianni Canova, Alida Cappellini e Giovanni Licheri, Anna Caratini, Gaia Casagrande, Zelda De Lillo, Serena Giulia Della Porta, Giancarlo Di Gregorio, Nicoletta Ercole, Cristina Francucci, Barbara Goretti, Oscar Iarussi, Italo Moscati, Cristiana Paternò, Marlon Pellegrini, Chiara Sbarigia

Editore:

Skira

Traduzione:

Jessica Edwards, Lauren Sunstein

Graphic Design:

Luigi Fiore

Copywriting:

Carlotta Santuccio

Fotografia:

Andrea Martella, Anna Galante, Daniele Molajoli

Erma pictures, Lisson Gallery, Daniele Nannucci

Fabrizio Galli, Giantito Burchiellaro

Andrea Kim Mariani.

Principali contributi documentali:

Cinecittà S.P.A. e Archivio Storico L.U.C.E.

Formato (base x altezza) in cm: 

28.5 x 2.4 x 24.5 cm

Copertina:

Flessibile

Sovraccoperta:

No

Carta per pagine interne: 

Carta patinata lucida

ISBN:

978-8857245966

Collocazione:

BIBLHUB 1047

Permalink all'OPAC SBN:

https://opac.uniroma1.it/SebinaOpacRMS/resource/cinecitta-un-patrimonio-aperto-dieci-anni-di-cinecitta-si-mostra-20112021/RMS4543099

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l’impresa si fa libro:

Il cavallo bianco che ha cambiato la storia di Carosello

 

Nei giorni scorsi il team di BiblHuB ha avuto il piacere di incontrare Massimo Orlandini, autore e curatore della monografia “Vidal 120” (Editore Lineadacqua, Venezia, 2020), terzo premio assoluto al Premio OMI 2020.

Il volume, realizzato interamente a Venezia durante il lockdown e basato su numerosi documenti inediti provenienti dall’archivio storico Vidal-Mavive e dalla collezione Massimo Orlandini, è stato editato con l’intento di raccontare i 120 anni d’attività della famiglia Vidal nel mondo della profumeria e dei detergenti. Questa appassionante storia imprenditoriale è un esempio significativo e paradigmatico dei cambiamenti succedutisi nel mondo industriale manifatturiero italiano nel corso dell’ultimo secolo ed evidenzia in che modo strategie di comunicazione e di intensive marketing abbiano portato alcuni prodotti a diventare oggetti di culto e simboli di intere generazioni.

Angelo Vidal fonda l’azienda che porta il suo nome nel 1900, dapprima come laboratorio a Venezia, poi rilevando il saponificio Salviati vicino alla stazione ferroviaria di Mestre. Egli diventa un precursore della futura Porto Marghera, anzi, diventa la prima azienda a posizionarsi in quest’area dopo la Grande Guerra. Vidal avvia così i suoi saponifici attraversando momenti difficili sempre raddoppiando gli sforzi e sviluppandosi nel settore profumiero nel 1937, acquisendo la nota ditta veneziana di lozioni e profumi Longega. Tra le due guerre mondiali la A. Vidal, differenziandosi, riesce così a posizionarsi nel mercato senza troppo subire un’aspra competizione sul prezzo del sapone. Dopo la morte di Angelo Vidal, avvenuta nel 1948, l’azienda viene affidata alla nuova generazione e, dopo la ricostruzione post bellica, è pronta alla sfida portata dalle multinazionali lanciando nel 1951 il marchio Pino Silvestre, che rappresenta una linea di prodotti caratterizzati dall’iconica boccetta a forma di pigna. Oltre al profumo, ai saponi e ai deodoranti dall’inconfondibile aroma (quello stesso che correda il volume, sotto forma di segnalibro mobile), successivamente viene prodotto il bagnoschiuma Pino Silvestre Vidal, che entra nelle case degli italiani nel 1968 attraverso il celebre Carosello del cavallo bianco, ideato dal copywriter Vito Taverna, la cui intenzione creativa del 1967 è recuperata e pubblicata nella monografia. Il carosello si afferma subito e, dopo dieci anni di programmazione continua, lascia per sempre il segno nell’immaginario dei consumatori.

Una campagna pubblicitaria così azzeccata, con un prodotto che arriva al momento giusto, può salvare un’azienda da una crisi di prodotto che è già in atto. Il bagnoschiuma Pino Silvestre Vidal conquista il mercato e il Carosello del cavallo bianco spinge le vendite. Il prodotto e il carosello intercettano bisogni nuovi: gli italiani avevano scoperto la doccia negli anni ’60-’70 del Novecento, mentre precedentemente veniva usata la vasca da bagno e la pubblicità di conseguenza ritraeva note attrici immerse nella schiuma con in mano una saponetta. Con il carosello del cavallo bianco, per la prima volta, appare un protagonista al di fuori della figura umana, che è lì solo di contorno e osserva la scena. La pubblicità del cavallo bianco, nata in un momento storico particolare nel 1968, comunica un messaggio forte di libertà, di freschezza, di vitalità ed è rivolta a tutti, a un pubblico unisex, lasciando un ricordo indelebile nel tempo.

Nonostante il grande successo di quello che potremmo definire per antonomasia il “bagnoschiuma degli italiani”, la Vidal di Porto Marghera entra definitivamente in crisi e viene incorporata a metà degli anni Ottanta nella multinazionale Henkel, cessando successivamente la propria vita come azienda. Contestualmente nel 1986 Massimo Vidal, nipote del fondatore Angelo, fonda Mavive, acquisendo da Henkel il marchio Pino Silvestre e preservando, in questo modo, il vero cuore della Vidal.

Al termine del saggio principale di Massimo Orlandini, Vidal, il profumo del successo, l’Autore ci lascia con una fase dal sapore heritage: “I ricordi sono perle preziose, non devono essere lasciati nei cassetti della memoria ma, come a formare la collana preferita, portati sempre al collo. Ad altri, dopo, aggiungerne ancora” (p. 71).

 

di Luciana Caiella

(SCN -Sapienza Università di Roma)
luciana.caiella@uniroma1.it

 

Un estratto della videointervista a Massimo Orlandini: LINK

 

 

Titolo completo: 

Vidal 120

Azienda promotrice: 

Mavive

Provincia: 

Venezia

Website aziendale: 

https://www.mavive.com/it/

Categoria di appartenenza: 

Profumeria e saponi

Anno di pubblicazione: 

2020

Lingua: 

Italiano (disponibile anche in Inglese)

Numero di pagine: 

152

Autore/i o curatore/i:

Massimo Orlandini

Editore:

lineadacqua edizioni

Graphic design:

Tomomot Visual Design

Copywriting:

Massimo Orlandini, Luciana Boccardi, Andrea De Robilant

Fotografia:

Andrea Avezzù, Ermanno Reberschak, Marco Sabadin/Vision,

Marta Buso

Principali contributi documentali:

Archivio Vidal Mavive, Collezione Massimo Orlandini

Stamperia:

Grafiche Veneziane

Formato (base x altezza) in cm: 

20,5x26cm

Copertina: 

Rigida

Sovraccoperta: 

No

Carta per pagine interne: 

Carta patinata opaca

ISBN:

978-88-3206-642-5

Luogo di conservazione:

BiblHuB Sapienza – Biblioteca di Comunicazione e Ricerca Sociale

Permalink all'OPAC SBN:

https://opac.uniroma1.it/SebinaOpacRMS/resource/vidal-120/RMS4483753

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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