EU-Turkey relations 2022

  

  • Gennaio in Libano, dopo anni di politiche clientelari, le istituzioni nazionali sono al collasso tanto le singole comunità agiscono come para-Stato controllando la fornitura di beni e servizi di base. La crisi interna è anche prodotto ed ennesima occasione di ingerenza da parte delle potenze regionali che perseguono i propri interessi. Per ora cade nel vuoto l’esortazione della UE alle autorità libanesi di agire. Sono in fase di stallo le negoziazioni per un accordo con il FMI (molto criticato), la partenza dell’iter per le elezioni di maggio e l’indagine sull’esplosione al porto. L’AR Borrell incontra il ministro degli esteri iracheno Fuad Hussein, al centro dei colloqui le sfide del dopo elezioni e il ruolo di mediatore che il paese può avere nella regione. A due mesi dalle elezioni Sadr, con gli alleati che lo sostengono (Sunniti e Curdi), è impegnato a formare un governo che sia compatibile con la sua "agenda nazionalista", contro l’ingerenza iraniana e la presenza degli Stati Uniti. L'esclusione dei filo-iraniani potrebbe provocare un’ondata di violenza. Il Libia il Capo della Commissione Elettorale dichiara che le elezioni non si terranno prima di sei-otto mesi. La sfida nell’immediato futuro non è nell’esecuzione formale dei processi di voto, quanto nel riuscire ad esprimere candidati riconoscibili e legittimati dall’intera popolazione. Se ciò non accadesse non sarebbe da escludere un ritorno alle armi che potrebbe, negli scenari peggiori, portare ad una spartizione del paese. Per bocca del suo ambasciatore all’ONU, Olof Skoog la UE ribadisce il suo impegno in Palestina per la soluzione a due Stati. Per perseguire l’obiettivo è necessario, contestualmente alla fine degli attacchi da parte di Hamas, aprire i varchi nella striscia di Gaza, bloccare le demolizioni di case palestinesi e svolgere al più presto le elezioni previste nei territori controllati dall’ANP. Brest ospita una riunione informale dei ministri della difesa. La riunione è incentrata sulla Russia ma il vero fulcro dei lavori è la costruzione di una nuova “European security architecture” che, come rimarcato al suo arrivo dall’AR Borrell, riconosca come terreni di battaglia anche lo spazio cibernetico e quello extraterrestre. Al successivo meeting dei ministri degli esteri vengono elencati 10 elementi alla base di una posizione europea forte nel contesto internazionale. Il Consiglio Affari esteri si sofferma sulla crisi con la Russia (non solo per l’Ucraina ma anche per la presenza del gruppo Wagner in Mali e Libia). Nelle conclusioni - 5591/22 - si ribadisce la stretta cooperazione tra UE, USA e NATO e si afferma che nel XXI secolo non c’è posto per “sfere di influenza”. Il Consiglio approva anche le nuove priorità nel quadro del partenariato UE-ONU sulle operazioni di pace e la gestione delle crisi e in materia di diritti umani – 5277/22 (en). Nella conferenza stampa al termine dei lavori l’AR Borrell si oppone ad un eccessivo all’allarmismo anche se poi, intervenendo ad una conferenza, insiste sul fatto che la “weaponisation of everything. Migrants, vaccines, energy, technology” metta in percolo l'Europa. In questo contesto è necessario che la “Bussola strategica”, si concretizzi perché la capacità dei singoli Stati di far fronte alle minacce è non solo insufficiente ma anche in declino. In Medio Oriente, nello spazio lasciato dalla nuova politica americana, si muovono molti attori. Dalla Cina alle potenze regionali. Queste ultime stanno cercando di raggiungere una “normalisation autoritaire” che impone all’UE, se non si vogliono lasciare al proprio destino le società civili, di non chiudere la porta ai regimi autoritari. L’Europa, come dimostra il caso iraniano fatica ad avere un ruolo. In questo contesto Ankara cerca di riallacciare relazioni con i suoi nemici. A Mosca gli inviati speciali turchi si incontrano con quelli armeni per giungere ad una normalizzazione delle relazioni. Anche il riavvicinamento con gli Emirati Arabi Uniti è indicativo di come la Turchia voglia sottrarsi all'accerchiamento strategico nella regione (oltre che rallentare il consolidamento dei legami tra i suoi rivali). Il discorso è diverso nei rapporti con l’UE che sembrano non interessare più nessuno. “In Turkey during 2021 th EU membership perspective has entirely disappeared from the political agenda [e anche gli] “opposition parties, including the most broadminded one, the pro-Kurdish opposition HDP, hardly refer to the EU set of values and praxis in their various policy formulations”. Dal canto loro i partiti di opposizione promettono di rimandare a casa i profughi siriani entro due anni in caso di vittoria elettorale. Anche se Borrell continua a riferirsi ad una strategia europea la Francia continua per la sua strada consegnando i primi aerei da guerra previsti dall’alleanza con la Grecia che non dovendo più “quémander de l’argent redevient un partenaire intéressant pour des contrats”. Questo non si può dire della Repubblica di Cipro Nord alle prese con una grave crisi economica esplosa con la svalutazione della lira turca. Nonostante il malcontento alle elezioni il Partito di Unità Nazionale (UBP) al governo (alleato di Erdogan) ottiene il 39,5% dei voti, rafforzando la sua presenza nel Parlamento. Sul suolo turco la crisi della lira e problemi di approvvigionamento energetico, comportando un forte aumento del prezzo dei prodotti di prima necessità, colpiscono pesantemente i più poveri e la classe media. Il tasso ufficiale di disoccupazione, dato al 15% è, secondo molti, sottovalutato. Di fronte alla crescente disaffezione dell’elettorato la parabola del presidente sembra alla fine ma il controllo del Parlamento e dell'apparato di sicurezza (che comprende anche formazioni armate come SADAT) potrebbe portare, se la situazione precipitasse, a dichiarare lo stato di emergenza o per una crollo dell’economia o per uno "stato di guerra". La crisi non dipende solo da cause congiunturali ma anche da problemi strutturali che Erdoğan preferisce non affrontare rifugiandosi sempre più spesso in referenze religiose. Le stesse che sono alla base delle minacce pronunciate dall’altare di una moschea nei confronti della pop star Sezen Aksu. Intanto il governo continua a perseguire la chiusura dell’HDP e a creare difficoltà all’operato di Imamoğlu. Ultima della lista Sedef Kabas, giornalista, viene arrestata per insulti a Erdoğan.

 

  • febbraio il mese è contrassegnato dal precipitare della crisi in Ucraina. Putin supera lo stallo diplomatico con il ricorso alle armi. L’esercito russo entra in Donbass e poi dilaga in tutto il paese. La reazione dell’UE è compatta, si concretizza in pesanti sanzioni alla Russia e invio di armi all’esercito ucraino. Pochi giorni prima dell’invasione il PE nella Risoluzione… sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune - P9_TA(2022)0040, condanna la richiesta del Cremlino “di arrestare l'ulteriore espansione della NATO […] sulla base di un'idea obsoleta di sfere di influenza e sostiene le aspirazioni pro-occidentali dell'Ucraina e della Georgia, compresa la loro adesione alla NATO e all'UE”. Da parte sua, prudentemente, il Consiglio Affari esteri condanna l'incremento delle forze militari russe ai confini, elogia la moderazione dell'Ucraina di fronte alle intimidazioni e decide di fornirle assistenza per 1,2 miliardi di euro sostenendone la formazione militare nell'ambito dello strumento europeo per la paceNella conferenza stampa a fine lavori l’AR Borrell ritiene che Putin abbia agito spaventato dal fatto che l’Europa voglia “to help Ukraine be a like-minded country with the same kind of political democratic systems and free market economy that we have”. Borrell dimentica che inglobare politicamente e militarmente nel campo occidentale nazioni provenienti da altri contesti politici è l’errore commesso in Jugoslavia nel 1992. Il fuoco di quella guerra non si è spento visto che in Bosnia è ancora necessaria una presenza militare europea e ancora si discute su come “to preserve the sovereignty, territorial integrity and unity of the country”. Borrell ritiene che il Consiglio raggiungerà l’unanimità sulla questione russa. Richiestogli se la raggiungerà anche nel condannare Polonia e Ungheria per l’allontanamento dai valori europei rifiuta di rispondere. Così come sulla missione UE in Mali impegnata ad addestrare un esercito autore di due colpi di stato che, dopo la cacciata dei francesi, collaborerà con i mercenari russi del gruppo Wagner. Nei giorni in cui Macron annuncia l’uscita dal Mali si svolge il sesto summit UE-Unione Africana con l’obiettivo di ridare slancio alla partnership. La serrata discussione necessaria alla stesura del documento finale è sintomo del logoramento della fiducia verso gli europei che devono far fronte, in un contesto di sicurezza instabile, alla concorrenza sempre più serrata di Cina, Russia, Turchia. Quest’ultima si inserisce nella crisi ucraina. Il rapporto di competizione/cooperazione con la Russia spinge Erdoğan a cercare una mediazione però respinta dal Cremlino irritato dalla vendita di droni turchi a Kiev. La posizione della Turchia all'interno del nuovo ordine mondiale multipolare dipenderà dallo stato delle relazioni con i quattro Cavalieri dell’Apocalisse (UE, Russia, USA, Cina), ognuno alle prese con gravi problemi interni, che  “instead of learning from the past, are pushing the world towards a new cold war …  As such we might conclude some of Russia’s concerns are reasonable but its methodology is unjust and frightening”. La sosta delle navi russe dirette in Mar Nero nella base siriana di Tartus riporta in primo piano il ruolo di Mosca in Medio Oriente dove “Il Cremlino ha imparato ad alzare la posta in gioco [e a] diffondere all’interno e all’esterno gran parte della propria narrazione”. I paesi arabi legati a Mosca si dividono tra chi chiede la soluzione diplomatica e chi sostiene l’opzione militare. In Libia ci sono di nuovo due governi. Il parlamento di Tobruk elegge Bashaga come premier sfiduciando Dbeibah che, non accettando di mettersi da parte,  presenta un suo piano per andare alle elezioni entro l’anno. La non opposizione di Erdoğan a Bashaga fa pensare che il presidente turco voglia allacciare relazioni più strette con le forze della parte orientale per rafforzare la sua posizione contro la Grecia nella battaglia per il gas mediterraneo. Il rafforzamento delle relazioni greco-israeliane e il (timido) riavvicinamento tra Israele e Turchia potrebbero portare, secondo alcuni, ad un allentamento della tensione ma i nuovi “giocattoli da guerra” che Erdoğan, in parallelo al riarmo greco, è in procinto di costruire e dispiegare nell’Egeo non vanno i questa direzione. Ancora una volta il ministro degli Esteri turco ribadisce l’invito alla Grecia a smilitarizzare le isole, avvertendo che se Atene non cambierà posizione, inizierà il dibattito sulla loro sovranità.  Il tema viene affrontato in un incontro tra delegazioni turche e greche a fine mese. Il PE pubblica il documento Turkey’s foreign policy and its consequences for the EU - PE 653.6 62.  Dopo aver preso in esame le criticità del rapporto con la Turchia, lo studio suggerisce di non sperare che le elezioni risolvano i problemi esistenti anzi è probabile che nei mesi che mancano alla tornata elettorale i contrasti aumenteranno. L'UE dovrebbe prima cercare il consenso tra le proprie fila per poi discutere il futuro delle sue relazioni con la Turchia quando sarà il momento giusto. Il Consiglio d'Europa avvia una procedura d'infrazione nei confronti della Turchia per la mancata esecuzione della sentenza CEDU riguardante la scarcerazione di Osman Kavala. Dopo una visita ad Ankara il relatore del Parlamento europeo sulla Turchia conferma che non ci sono progressi nel campo dello stato di diritto. Al momento la priorità per Erdoğan è frenare la svalutazione della lira e sostenere classe media e lavoratori per evitare la stagnazione dell’economia e il crollo nei sondaggi nel momento in cui il leader del CHP Kılıçdaroğlu si candida alle elezioni presidenziali del 2023. Nel CHP, però i nomi più accreditati per sconfiggere Erdoğan sono quelli di Mansur Yavaş, sindaco di Ankara, e di Ekrem Imamoğlu, sindaco di Istanbul. Nell’Alleanza Nazionale (il raggruppamento delle opposizioni) si fa largo Meral Akşener, la leader dell’IYI (Partito buono). Gli alleati presentano la piattaforma con le proposte per ripristinare il sistema parlamentare. Al momento delle elezioni i voti curdi avranno il proprio peso qualunque sia l’esito dell’azione giudiziaria per la messa al bando dell’HDP.

 

  • marzo con una prontezza fino ad ora mai registrata la von der Lyen promette l’attivazione del meccanismo di "protezione temporanea" ai profughi ucraini perché “they deserve it” , le principali istituzioni economiche mondiali (WTO, G7) si muovono contro la Russia. Di rimando Borrell prepara un massiccio aiuto all’esercito ucraino. L’aiuto militare però non garantisce la pace. Borrell rivendica anche la compattezza del voto all’ONU, non cita l’astensione di 35 governi che “rappresentano circa metà della popolazione mondiale” né prende in esame la qualità della compattezza europea. Al successivo consiglio l’attivazione della direttiva 2001/55/CE (pensata per la guerra nell’ex Jugoslavia e mai applicata) ottiene il via libera perché i paesi dell’est (e l’Austria) ottengono di poter decidere che tipo di protezione e quali garanzie offrire ai profughi di paesi terzi. Evidentemente “the color of the skin, as well as religious and ethnic identities, make a big difference in the complex equation of white civilization”. È tempo di ripensare il sistema di asilo, le persone in fuga, anche quelle che fuggono dalla “destruction and suffering inflicted by Western military interventions”, non dovrebbero sottostare a “illegitimate double standards based on their European or non-European origin“. Il PE emana risoluzioni contro i “passaporti d’oro” - P9_TA(2022)0065 – e le ingerenze straniere e la disinformazione - P9_TA(2022)0064 - al centro del discorso di Borrell in plenaria. Al vertice di Versailles si individuano tre punti chiave: rinforzare le capacità militari, ridurre la dipendenza energetica e costruire una base economica più forte. Si auspica un aumento della spesa militare. (BorrellMichel) e un’accelerazione dell’iter per la valutazione delle domande di adesione di Ucraina Georgia e Moldova mentre torna in primo piano l’irrisolta questione dei Balcani. Il Consiglio europeo dà il via libera alla Bussola strategica e stanzia aiuti all’esercito ucraino tramite lo Strumento Europeo per la Pace (EPF) anche se l’esperienza in Mali dovrebbe invitare ad una riflessione sulla sua efficacia. Lo stesso Borrell chiede “garanzie volte ad assicurare che le unità formate dall'UE non lavorino o cooperino con il gruppo Wagner”. Due giorni dopo il presidente Michel riferisce al PE. Il Consiglio europeo (EUCO 1/22) di fine mese ribadisce l’agenda di Versailles. Viene approvata la Bussola strategica – (en). Ancora all’ordine del giorno la prolungata crisi politica in Bosnia i cui leader “devono dimostrare un forte impegno [per portare a termine le riforme] per ottenere lo status di candidato”. (Michel-von der Leyen). Alla riunione è presente anche Biden che pochi giorni dopo con improvvide dichiarazioni su Putin scavalca, ancora una volta, gli alleati europei. Il definitivo fallimento del “progetto di nuovo ordine internazionale liberale” ha un forte impatto nei paesi MENA e sulle loro relazioni con l’occidente. La regione, che già si confronta col disimpegno di Washington, potrebbe anche affrontare un indebolimento dei partenariati euro-mediterranei. “The war in Ukraine is surely going to increase instability of the MENA region rather than advance the agenda for peace”. Non secondario l’impatto sull’approvvigionamento alimentare. “While richer Western countries can weather the price hikes, in Lebanon, Tunisia, Yemen, Libya, and elsewhere, food shortages brought on by the lack of access to Russian and Ukrainian exports could be destabilising”. In Libia la situazione è di nuovo tesa. Da Tripoli Dbeibah fa sapere che non si ritira dalla corsa elettorale. La Turchia, alleata del premier, tiene aperta la porta anche al rivale Bashagha sostenuto da Haftar (Egitto e Russia alle sue spalle). Molto attivo nel trovare una soluzione è l’ambasciatore USA che cerca nel petrolio libico un sostituto di quello russo. In Iraq un attacco missilistico, rivendicato dagli iraniani, colpisce Erbil. Tra le molte, e possibili. spiegazioni anche un monito di Mosca per scoraggiare un ulteriore coinvolgimento USA nella regione e un freno alle iniziative tra Ankara ed Erbil su un possibile commercio di gas. Ad 11 anni dallo scoppio della guerra in Siria la visita di Assad negli EAU indica che nella regione il vento sta cambiando e i Paesi del Golfo perseguono proprie politiche diplomatiche e petrolifere. Gli Usa seppur rattristati dalla legittimazione di Assad non fanno scattare le sanzioni cui dovrebbero essere sottoposti coloro che normalizzano i rapporti con il regime. Nel tentativo di serrare le fila Borrell si reca in Kuwait e Qatar. L'invasione russa riporta Erdoğan al centro della scena anche se rifiuta di applicare le sanzioni a Mosca, conferma l’acquisto del sistema missilistico russo e offre rifugio agli oligarchi. Il “comune interesse” lo spinge subito a chiedere la revoca delle sanzioni imposte all'industria della difesa turca e a criticare la “Bussola strategica” perché nel documento la Turchia viene considerata come causa delle tensioni nel Mediterraneo. Il suo ministro Cavusoğlu la considera così “disconnected from reality [che farà dell’UE] part of the problem rather than the solution”. L'importanza della Turchia sul fronte diplomatico elimina ogni critica europea anche se “from the independence of the judiciary to the freedom of the press, nothing has changed on the front of rights and freedoms “. Irritato dalla velocità con cui per l’Ucraina si potrebbero aprire le porte dell’UE, Erdogan chiede la ripresa dei colloqui di adesione. Il probabile afflusso di capitale straniero in fuga dalla Russia potrebbe favorire Erdoğan, contribuendo ad alleviare la crisi economica, nella tornata elettorale del 2023 motivo per cui Kılıçdaroğlu si affretta a puntare il dito contro gli "oligarchi domestici" che dettano l’agenda economica. Il vantaggio di cui gode nei sondaggi l’alleanza di opposizione, per l’AKP si segnala un notevole calo di consensi nelle regioni curde, spinge il partito di governo a proporre la modifica della legge elettorale. Alcuni ritengono che la legge, anche se scritta dall’AKP, potrebbe danneggiare l'alleanza al potere. Altri, convinti che il profilo internazionale del presidente sia la risorsa più preziosa, sono sicuri che complicherà ulteriormente le relazioni tra i partiti di opposizione. Kılıçdaroğlu rintuzzando voci che riferiscono di un progetto per dare la cittadinanza ai profughi siriani, accusa Erdoğan di voler blindare la poltrona senza rivolgersi ai propri cittadini. In un momento in cui secondo Babacan la crisi economica e sociale si approfondisce, per alcuni analisti è anche tempo di riconsiderare le storture dell’accordo con l’UE sulle migrazioni.

 

  • Aprile in vista della sesta conferenza di Bruxelles sul futuro della Siria, i donatori si incontrano in Finlandia. In tutta la regione aumentano le preoccupazioni per l’insicurezza alimentare provocata dalla guerra in Ucraina. In Tunisia la crisi alimentare si somma a quella politica. Il decreto di riforma dell’Instance Supérieure Indépendante pour les Élections è un altro passo nella svolta autocratica del presidente Kaïs Saïed. Le autorità libanesi raggiungono un accordo con il FMI su un programma di riforma economica che porti fuori il paese dallo stato di crisi messo in luce anche dallo studio del PE “Situation in Lebanon Severe and prolonged economic depression” - PE 729.369. Al termine della sua visita Hölvényi, capo osservatore della missione di osservazione elettorale UE (EU EOM) è costretto a precisare che la missione ha il solo scopo di valutare la buona pratica elettorale. Le sfide legate alla pandemia, la strumentalizzazione dei migranti come mezzo per esercitare pressioni sulle frontiere, la guerra e l’eclatante disparità di trattamento tra profughi europei e non, spingono il PE alla pubblicazione degli studi Revision of the Schengen Borders Code - PE 729.390 e Asylum, borders and migration How the European Parliament is responding to citizens' expectations - PE 729.389. Le prove di un coinvolgimento di FRONTEX in respingimenti illegali spingono il direttore Fabrice Leggeri alle dimissioni. Euromesco pubblica il rapporto “Towards sustainable and mutually-beneficial migration partnerships in the South Mediterranean”. Michel e von der Leyen riferiscono al PE. Per Michel l’Europa è “more united than ever” ma tra gli Stati membri si iniziano ad intravvedere differenze nella valutazione delle azioni intraprese. L’esclusione di Mosca dal sistema SWIFT, un’organizzazione privata regolamentata dalla legge belga, a lungo termine potrebbe avere effetti contrari a quelli voluti. “Dal momento che il sistema SWIFT viene spesso utilizzato come arma” si assiste “ad un rafforzamento della resilienza delle economie nazionali contrapposte allo schieramento occidentale”. La balcanizzazione dei sistemi di pagamento potrebbe rafforzare i sistemi alternativi (come quelli di Russia e Cina) già operativi attraendo i paesi desiderosi di uscire dall’orbita, e dalle sanzioni, occidentali. Anche l’ingresso dell’Ucraina nella UE potrebbe aumentare “la disomogeneità interna all’Ue, relativamente alle finalità dell’integrazione europea”. I paesi centro orientali sono restii ad accettare “il progetto europeo di un’unione ‘sempre più stretta’, [spingono] invece per un’unione ‘sempre più larga’ (come è proprio di un’organizzazione internazionale)” in cui prevalga l’interesse nazionale e il rapporto bilaterale con gli USA. Per Washington era, ed è, necessario continuare ad ostacolare una “collaborazione politica [tra Europa e Russia] che avrebbe potuto diventare un fastidioso terzo incomodo nel crescente confronto con Pechino”. Secondo Makarov (giurista del Comitato Helsinki per i Diritti Umani) Putin avrebbe agito in modo aggressivo anche senza l’espansione della Nato, ma non era affatto necessario che l’occidente gli fornisse un pretesto”. Il riassetto dell'asse della Nato verso Est e verso Nord rischia di lasciare scoperto il Mediterraneo nello stesso tempo, una  militarizzata “salle d’attente de la mer Noire” e possibile centro nevralgico della transizione energetica dell'UE. Grazie al ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina la Turchia “revient en grâce auprès de ses voisins et des pays occidentaux”. Anche se di risultati finora non ce ne sono stati, la Turchia, oltre che meta di quanti fuggono dalla Russia, è tornata ad essere un partner necessario per UE e USA. Per Erdoğan i vantaggi sono molteplici. Il ruolo di mediatore gli permette di non aderire alle sanzioni dando così respiro all'economia nazionale strettamente legata a quella russa; di porre un freno all’espansione di Mosca in mar Nero; di avere mano libera nei confronti dei curdi. Ankara infatti lancia una operazione in territorio iracheno con il beneplacito del leader curdo iracheno Barzani, in contrasto con il governo centrale nella gestione dei proventi petroliferi. I media pro-Cremlino sostengono, non a torto, che quanto sta accadendo nel Kurdistan iracheno è simile all’operazione in Ucraina. Il trasferimento delle carte processuali dell’omicidio Khashoggi da un tribunale di Istanbul a Riad, segna ufficialmente la ritrovata sintonia tra Turchia e Arabia saudita. Il ridimensionamento della presenza USA spinge i Paesi della regione a rivalutare le loro relazioni. Erdoğan da parte sua ha bisogno di tutti gli amici che può poiché la stabilità economica della Turchia è fortemente minacciata e con questa la sua leadership. Con un verdetto scandaloso Kavala viene condannato all’ergastolo, altri accusati prendono 18 anni “these are the deliberately chosen victims, by an entirely politicised judiciary […] invaded by ultra-nationalist Grey Wolves, Eurasianists and Islamists”. Il verdetto segnala che tempi ancora più difficili attendono la Turchia. Il perché di questa sentenza va cercato nel contesto politico. L’inflazione al 61%, l’apparato produttivo e commerciale in crisi, la perdita di valore della moneta, il tasso di disoccupazione (sottostimato) al 12% e l’ aumento delle disparità sociali mettono in crisi il quadro di prosperità economica che sottende i successi di Erdoğan. Secondo sondaggi attendibili i circa 7 milioni di giovani che andranno per la prima volta al voto alle elezioni del 2023 e la maggior parte della popolazione urbana non voterà per l’AKP. Per contrastare questa tendenza la soglia per entrare in parlamento viene abbassata dal 10% al 7% ciò, nei desideri di Erdoğan, potrebbe aumentare il numero di seggi parlamentari della coalizione di governo. La nuova legge ha anche lo scopo di solleticare i piccoli partiti a correre da soli e sembra subito raggiunto dal momento che Babacan, seppur confermando il rispetto degli impegni presi con l’alleanza di cui faceva parte, decide di correre da solo. L'alleanza di opposizione già sotto la pressione per la modifica della legge elettorale si trova in difficoltà anche per non aver ancora scelto il candidato alla presidenza e per non aver preso una posizione chiara sulla questione curda. L’offensiva contro i curdi in Iraq ha il doppio scopo di delegittimare l’HDP, (accusato di avere legami con il PKK) e di fomentare il sentimento di quella gran parte dei turchi che, secondo un sondaggio, ritiene il proprio paese una grande potenza che dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano negli sviluppi internazionali anche riconquistando i territori oltreconfine un tempo appartenutigli.