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Quattro mesi di esteri nell'analisi dell'Osservatorio TG.

 

Nell’epoca in cui l’informazione si produce e si consuma sempre di più in rete, studi e ricerche tendono a concentrarsi con minore attenzione sul giornalismo televisivo. Tuttavia, esso rimane un elemento centrale nella dieta informativa di milioni di persone, in grado di mantenere caratteristiche di affidabilità e credibilità soprattutto in condizioni di crisi. Ciò anche grazie al sapiente uso della grammatica delle immagini che i telegiornali continuano ad esercitare nonostante un trend di continuo disinvestimento che riguarda in particolar modo il settore forse più sensibile delle news: gli esteri. 

Circostanze come lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina riportano ciclicamente al centro del dibattito pubblico da un lato l’importanza di essere sul posto, per poter selezionare e trasmettere le notizie dal fronte secondo standard di qualità giornalistica irraggiungibili col solo lavoro di desk; dall’altro, il rischio di “dimenticare” un conflitto con la stessa velocità col quale esso è balzato agli onori delle cronache. 

Tutti questi motivi concorrono a determinare l’importanza, nello scenario attuale, di un’opera di monitoraggio dell’informazione televisiva, come quella che porta avanti l’Osservatorio permanente sui TG nato entro Articolo 21 e attualmente gestito in triangolazione dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, dall’Istituto di Studi Politici Economici e Sociali EURISPES e dalla Fondazione sul Giornalismo “Paolo Murialdi”. 

Prendendo spunto dall’elaborazione dei dati raccolti lungo un anno di guerra, il convegno si aprirà al dibattito più ampio sullo spazio che gli esteri hanno nell’informazione mainstream, sui cicli di attenzione che eventi di particolare impatto innescano e sulla capacità dei telegiornali di mantenere accesa l’attenzione su di essi nel tempo.

Il seminario è accreditato presso l'Ordine dei giornalisti del Lazio ai fini del riconoscimento dei crediti per la formazione professionale continua.
 

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