Processi

Sulla base di quanto previsto dall’ Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione adottato con determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 è richiesto alle Pubbliche Amministrazioni di avviare l’analisi del contesto interno attraverso la rilevazione e l’analisi dei processi organizzativi.

La mappatura dei processi è un modo “razionale” di individuare e rappresentare tutte le attività dell’ente per fini diversi e assume carattere strumentale sia ai fini dell’identificazione, della valutazione e del trattamento dei rischi corruttivi sia per un miglioramento della gestione in termini di efficacia ed efficienza.

L’obiettivo pertanto è che le amministrazioni e gli enti realizzino la mappatura di tutti i processi.

Essa può essere effettuata con diversi livelli di approfondimento. Dal livello di approfondimento scelto dipende la precisione e, soprattutto, la completezza con la quale è possibile identificare i punti più vulnerabili del processo e, dunque, i rischi di corruzione e/o di criticità che insistono sull’amministrazione o sull’ente.

Come anche già evidenziato nel PNA il concetto di processo è diverso da quello di procedimento amministrativo. Quest’ultimo caratterizza lo svolgimento della gran parte delle attività delle pubbliche amministrazioni, fermo restando che non tutta l’attività di una pubblica amministrazione come pure di enti di diritto privato cui si applica la normativa di prevenzione della corruzione è riconducibile a procedimenti amministrativi.

Il concetto di processo è più ampio e flessibile di quello di procedimento amministrativo ed è stato individuato nel PNA tra gli elementi fondamentali della gestione del rischio.

In ogni caso i due concetti non sono tra loro incompatibili: la rilevazione dei procedimenti amministrativi è sicuramente un buon punto di partenza per l’identificazione dei processi organizzativi. Considerato il rilievo dei procedimenti nello svolgimento di funzioni amministrative, è necessario che tutte le amministrazioni ed enti, qualora non lo abbiano già fatto, completino la mappatura dei procedimenti.

Si ricorda che la ricognizione dei procedimenti e l’individuazione dei loro principali profili organizzativi oltre ad essere stata esplicitamente prevista già dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, è oggetto di specifici obblighi di trasparenza ai sensi del d.lgs. 33/2013 (art. 35).

La finalità è quella di sintetizzare e rendere intellegibili le informazioni raccolte per ciascun processo, permettendo, nei casi più complessi, la descrizione del flusso e delle interrelazioni tra le varie attività.

Come minino è necessaria l’individuazione delle responsabilità e delle strutture organizzative che intervengono. Altri elementi per la descrizione del processo sono: l’indicazione dell’origine del processo (input), l’indicazione del risultato atteso (output), l’indicazione della sequenza di attività che consente di raggiungere il risultato (fasi), i tempi, i vincoli, le risorse, le interrelazioni tra i processi. 

 

 

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