Giardino Giapponese in estate

 

Per i visitatori del Museo Orto Botanico di Roma nei giorni di sabato 27 (ore 12 e 17) e domenica 28 giugno (ore 17) saranno organizzate visite guidate gratuite al Giardino Giapponese

 

Realizzato tra il 1990 e il 1994 su progetto dell’architetto Ken Nakajima, il Giardino Giapponese è collocato sulla parte più elevata dell’Orto Botanico ed è riconducibile alla tipologia Tsukiyama (giardino di collina, colli e laghetti), in particolare al Kayushiki Teien (giardino da passeggio).

La sapiente distribuzione di rocce, acqua, alberi e arbusti é finalizzata a ricreare efficacemente un paesaggio naturale in un piccolo spazio, ove percorrendo i sentieri si ha modo di osservare montagne, valli, fiumi, laghi e foreste rappresentate in miniatura. L’elemento principale di tale tipologia di giardino, che presenta caratteri del tutto eccezionali rispetto a quelli del giardino europeo, è costituito dall’acqua che, scorrendo attraverso rapide e torrentelli artificiali, va a formare due piccoli laghetti.

La struttura e la composizione del giardino, al cui interno non sono presenti essenze vegetali di tipo utilitario, rispondono a regole e convenzioni precise derivate dalla filosofia di vita giapponese.

Dal laghetto superiore, sulla cui sponda si trova un padiglione di legno, è possibile ammirare il bellissimo panorama del centro storico di Roma, incorniciato, nelle giornate nitide, dalle cime appenniniche.

Nel Giardino Giapponese sono presenti, tra le altre, le seguenti specie:

Acer palmatum, “acero giapponese”, caratterizzato da foglie con forme e colori assai ornamentali;

Acer buergerianum, “acero cinese”, dalle caratteristiche foglie trilobate;

Magnolia stellata, originaria del Giappone, i cui bei fiori rosa compaiono prima delle foglie all’inizio della primavera;

Pyrus canadensis, specie molto apprezzata per i numerosi fiori bianchi che produce in primavera e per le foglie che in autunno, prima di cadere, assumono un vivace colore rosso-arancio;

Berberis thunbergii, il “crespino porpora giapponese”, arbusto originario del Giappone e dell’Asia orientale. Produce bacche rosse eduli che persistono sui rami durante l’inverno, anche dopo la caduta del fogliame;

Cerasus subhirtella var. subhirtella, uno dei ciliegi da fiore più utilizzati nei giardini giapponesi, non presente in natura allo stato spontaneo e chiamato comunemente “ciliegio d’inverno” per la produzione di fiori nella stagione invernale;

Cerasus serrulata var. serrulata, il “ciliegio ornamentale giapponese”, i cui bei fiori rosa compaiono in primavera; 

Kerria japonica, arbusto di medie dimensioni, che produce piccoli fiori di colore giallo dorato, simili a piccole rose gialle;

Dhalia imperialis, un’erbacea perenne originaria del Messico e dell’America Centrale, che in autunno produce vistosi fiori penduli di colore rosa;

Myrtus communis, il “mirto”, specie mediterranea con piccole foglie coriacee, persistenti e bacche di colore nero-violaceo dalla cui macerazione alcolica si ottiene il noto liquore sardo. È utilizzato in questo giardino per la facilità con la quale viene artificialmente sagomato secondo l’arte “o-karikomi”.

Camellia japonica, la “camelia”, arbusto sempreverde presente allo stato spontaneo in Giappone, Corea, Taiwan e Cina e diffusamente coltivato in tutto il mondo come ornamentale per gli spendidi fiori i cui colori possono variare dal bianco al rosso.

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma