La realizzazione

LA REALIZZAZIONE DELLA LINEA ROMA-SULMONA

La linea, approvata definitivamente con legge 5002 del 29 Luglio 1879, fu compresa fra quelle di prima categoria, da costruirsi cioè per conto e a totale spesa dello stato. Per la costruzione di questa e di altre linee nazionali fu istituito, con R. Decreto 22 ottobre 1885, il Regio Ispettorato delle Strade Ferrate, suddiviso in cinque divisioni territoriali denominate ciascuna "Direzione Tecnica Governativa".
Il preventivo di spesa, formulato dalla Società Italiana per le strade Ferrate Meridionali, ammontava a 56 milioni di lire ed era relativo alla sola costruzione, escludendo quindi il materiale mobile; la spesa effettiva finale ammontò invece a L. 67.745.000.
L'ingegnere Capo del Genio Civile, Comm. Giovan Battista Salvini ebbe l'incarico degli studi di dettaglio che s'iniziarono nel Novembre 1879; allo stesso ingegnere venne affidata la direzione dei lavori.

La realizzazione durò poco meno di un decennio. Il lavoro, diviso in 11 lotti, fu eseguito dalle imprese:

  • Lotto I. Roma-Montecelio Raffaele Scognamiglio
  • Lotto II. Montecelio-Tivoli Pietro Moro
  • Lotto III. Tivoli-Mandela Morosi e Calderai
  • Lotto IV. Mandela-Colli Sesto Maggiorani
  • Lotto V. Colli-Sante Marie Prospero Ottavi
  • Lotto VI. Sante Marie-Celano Francesco Stangolini
  • Lotto VII. Celano-Collarmele Raffaele Ribecchi
  • Lotto VIII. Collarmele-Carrito Francesco Stangolini
  • Lotto IX. Carrito-Cocullo Enrico Campos
  • Lotto X. Cocullo-Bugnara Ignazio Benelli
  • Lotto XI. Bugnara-Sulmona Domenico Vitali

L'apertura all'esercizio avvenne in tempi diversi: il terzo tronco da Tivoli a Mandela, il giorno 10 dicembre 1884; il 1 agosto dello stesso anno si aprirono contemporaneamente i primi due tronchi Roma- Montecelio e Montecelio-Tivoli, compreso un piccolo tratto del quarto tronco da Mandela a Cineto Romano; infine il 25 giugno 1888 il primo treno di prova percorse l'intera linea accompagnato dagli auguri del Presidente del Consiglio Crispi (28 Luglio 1888).
La lunghezza complessiva della nuova linea risultò di 173+581,18 km, dall'asse del fabbricato viaggiatori della stazione di Roma a quello della stazione di Sulmona.
I dati tecnici più salienti riguardarono: la massima pendenza di 30,227 per mille; il rettilineo più lungo (metri 12397,24); il raggio minimo (metri 300); il numero delle gallerie ( 39 ) per una lunghezza complessiva di metri 19724,62; il massimo livello sull'Appennino (metri 906,95 sul livello del mare) al km 140 nella galleria Carrito.
Si realizzarono inoltre:

  • 44 viadotti
  • 7 ponti o sottovie di luce superiore a metri 10
  • 410 ponti, di luce inferiore o uguale a metri 10
  • 56 travate di ferro, di cui 6 superiori a metri 10
  • 36 stazioni
  • 54 case cantoniere semplici
  • 103 case cantoniere doppie.


Particolare rilievo rivestirono le gallerie sia per la lunghezza che per le modalità costruttive. Le più importanti risultarono quella di Monte Bove (3942 m) tra Carsoli e Sante Marie; quella di Carrito (3541 m) tra Ortona e Cocullo; quella di Pietrafitta (1784 m) tra Cocullo e Goriano; infine quella Del Duca (966 m) a Bugnara.
Lo scavo della galleria di Monte Bove in particolare, realizzato dall'impresa Ottavi, presentò delle difficoltà per il rinvenimento di notevoli quantitativi d'acqua d'infiltrazione (260 litri/sec. all'imbocco Ovest e 80 litri/sec. all'imbocco opposto). Lo scavo venne realizzato con mezzi ordinari, adoperando come esplodente la dinamite; il lavoro durò quattro anni e dieci mesi.

La galleria di Carrito fu realizzata tra il 1882 ed il 1884 dall'impresa Campos con un impianto di perforazione meccanica, che consentì di raggiungere una media giornaliera di 5,40 m, superando così i risultati delle gallerie del Frejus, dell'Arlberg e di Laveno.
La linea ferroviaria si estende in due province, Roma e L'Aquila, e attraversa il territorio di ventinove comuni: dieci nella provincia romana (Roma, Tivoli, Montecelio, S. Polo dei Cavalieri, Vicovaro, Mandela, Cineto Romano, Roviano, Arsoli e Rifreddo) e diciannove in quella aquilana (Pereto, Carsoli, Sante Marie, Tagliacozzo, Scurcola, Avezzano, Massa d'Albe, Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, Piscina, Ortona a Marsi, Cocullo, Goriano Siculi, Raiano, Prezza, Bugnara e Sulmona).
Parte dal bacino del Tevere e, con un andamento necessariamente flessuoso, sbocca nel bacino del Sagittario. Le cime dell'Appennino tra la conca peligna e il Fucino e l'alto Turano vengono superate a 896 metri di altitudine con la galleria di Carrito, lunga 3545 metri; la montagna tra il Fucino e l'alto Turano (piana del Cavaliere) a 801 metri di altitudine con la galleria di Monte Bove, lunga 3943 metri.
Inizialmente la velocità di percorrenza tra Roma e Sulmona era di quasi sei ore; successivamente, nel 1920, il tempo di percorrenza scese a cinque ore e mezza.
Nel 1927 iniziò l'elettrificazione della linea con il sistema trifase a 10.000 V che terminò il 28 Febbraio 1933; il tempo di percorrenza arrivò a tre ore e mezza.
Infine, durante la ricostruzione della linea dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sostituì al sistema trifase quello a corrente continua (1947).

 

 

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