Vicedirettori vicari

Stefano Tedeschi

Vicedirettore vicario con delega alla didattica e ai processi di valutazione della ricerca
 

       
Stefano Tedeschi. Laureato in Letteratura ispano-americana presso l' Università di Roma "La Sapienza",  ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi Americani ed è attualmente professore associato di Letterature ispano-americane presso Sapienza Università di Roma, dove tiene corsi di Letteratura e Traduzione. Partecipa a diversi gruppi di ricerca in Italia, Spagna e in vari Paesi dell' America Latina (Messico, Guatemala, Cuba) e le sue aree di studio sono la letteratura del Settecento, la rappresentazione degli Aztechi nella letteratura messicana, il rapporto tra letteratura e cinema, l' analisi delle traduzioni e la ricezione della letteratura ispanoamericana in Italia. Ha pubblicato le monografie La riscoperta dell' America. L' opera storica di Francisco Javier Clavigero (2007), Alla ricerca dell' ultima utopia. La letteratura ispanoamericana in Italia (2008), e Miguel Ángel Asturias en Italia (2021). Ha inoltre curato i volumi Rumbos del Hispanismo. Literatura Hispanoamericana (2013) e Mitologías prehispánicas y mitologías clásicas en las literaturas latinoamericanas (2017). Ha scritto numerosi saggi e articoli per riviste accademiche nazionali e internazionali e ha tradotto libri di Gonzalo Celorio, Antonio Benítez Rojo, Juan José Arreola, Alfonso Reyes e raccolte di poesie di David Rosenmann-Taub, Elsa Cross e Gloria Gervitz. Insieme a Mayerín Bello, ha curato il volume Al abrigo del tiempo que me arrasa. Eliseo Diego en su centenario, pubblicato nel 2021: una raccolta di saggi di vari specialisti sul poeta cubano, accompagnata dalla sua traduzione di un' ampia selezione di poesie di Diego.

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Riccardo Capoferro

Vicedirettore vicario con delega alla ricerca e all'internazionalizzazione.
 

        Riccardo Capoferro ha lavorato a lungo sulla cultura del lungo Settecento. Ha pubblicato articoli e monografie sulle origini del romanzo moderno – in particolare su autori come Behn, Aubin, Defoe, Swift, Richardson, Fielding e Austen – e del modo narrativo che chiamiamo “fantastico”, in una prospettiva che combina storia intellettuale, storia sociale e analisi dei meccanismi del racconto. Altro suo principale interesse di ricerca è l’opera di Joseph Conrad e il suo impatto: ha pubblicato articoli sulla ricezione e le riscritture di "Heart of Darkness", oltre a interpretazioni di altre importanti opere conradiane come "The Shadow-Line" e "A Personal Record". Ha inoltre studiato i legami tra l’opera di vari autori del Novecento italiano e la cultura britannica, con saggi su Primo Levi, Gianni Celati e Beppe Fenoglio. Da sempre interessato a questioni metodologiche, si è occupato di teoria del romanzo, della possibilità di storicizzare i meccanismi narrativi, e dei problemi teorici posti dalla contestualizzazione dei testi letterari. È membro del comitato direttivo di "Status Quaestionis" e dei comitati scientifici di "Enthymema" e di "Fictions. Studi sulla narratività".

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