Programmazione di fabbisogno di personale docente

Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione, con diverse delibere a partire dall’anno 2014, hanno stabilito i criteri per l’assegnazione delle risorse destinate ad assunzioni di personale docente.
L’attribuzione delle risorse assunzionali si definisce tenendo conto dei seguenti ambiti con le specifiche percentuali:
 - “storico”: 20%;
 - “esigenze didattiche”: 30%;
 - “produttività della ricerca scientifica”: 30%;
 - “esigenze strategiche di Ateneo”: 20%.

I Dipartimenti e le Facoltà comunicano la propria programmazione in anticipo rispetto alla determinazione della facoltà assunzionale.
Nella programmazione, ciascuna struttura indica le proprie esigenze di personale per i diversi ambiti, specificando i ruoli e i settori scientifico disciplinari (SSD) richiesti e riportando le decisioni deliberate.

Le risorse attribuite alle Facoltà, come previsto dallo Statuto di Sapienza, sono quantificate in misura pari al 20% nell’ambito dei criteri “storico” ed “esigenze didattiche”.

Per quel che attiene il “Criterio storico”, ai fini del computo è presa in considerazione, per ogni SSD del Dipartimento, la differenza algebrica tra reclutamento complessivo (procedure selettive e valutative, chiamate dirette, tenure-track) e cessazione di docenti, quantificata in termini di variazione percentuale di punti organico. Dal computo sono esclusi RTD-A finanziati con fondi propri dei Dipartimenti.

Per il criterio delle “Esigenze didattiche” si considera per ogni SSD l'indicatore dato dal rapporto tra domanda degli studenti e docenza disponibile. La domanda è valutata moltiplicando il numero di CFU (convertiti in ore al numeratore in base al calcolo medio dei CFU, come previsto dal Regolamento Didattico di Ateneo) di ogni insegnamento (o modulo) erogato del SSD per il numero di studenti che richiedono l'insegnamento, rapportato alla numerosità di riferimento della classe di laurea (DM 987/2016). La docenza disponibile è costituita dalla docenza interna (con pesi pari a 120 ore per Professori di I fascia e II fascia a tempo pieno; 80 ore per Professori di I fascia e II fascia a tempo definito; 90 ore per RTD-B, 48 ore per RU; 60 ore per RTD-A, esclusi RTD-A finanziati con fondi propri dei Dipartimenti), integrata dai docenti in convenzione, considerando il numero di ore effettivamente affidate. I dati sono estratti dalla più recente banca dati consolidata. L’esigenza di integrazione del corpo docente è, per ciascun SSD, pari alla docenza necessaria per riportare a 1 il rapporto domanda/docenza. Nel caso di SSD presente su più Dipartimenti, il risultato è ripartito proporzionalmente alla domanda servita dai docenti interni di ciascun Dipartimento. E’ stato altresì aggiunto nel calcolo dell’indicatore didattica il numero di tesi (laurea. Laurea magistrale, ciclo unico) per SSD pesate con il numero di CFU di pertinenza. Sono state. Inoltre, attivate nuove modalità operative. L’Amministrazione centrale esegue la ricognizione delle sofferenze didattiche per ciascun SSD con una prima imputazione ai Dipartimenti delle stesse secondo il criterio vigente ed in ordine di sofferenza decrescente; le risultanze sono trasmesse al Dipartimento e al Preside di Facoltà; Preside e Direttori di Dipartimento di concerto segnalano all’Amministrazione, entro e non oltre 10 giorni dalla data di ricezione, eventuali situazioni di difformità, indicando, ove necessario, su quale corso/i di laurea e su quale Facoltà il SSD si trova in maggiore sofferenza; l’Amministrazione verifica le segnalazioni, entro e non oltre 7 giorni, ed opera eventuali spostamenti ai fini del calcolo degli indicatori dipartimentali in ambito didattica così indirizzando l’utilizzo delle risorse nel SSD sofferente, dandone comunicazione a Direttori e Preside di Facoltà; l’Amministrazione invia al Consiglio di Amministrazione il computo complessivo dei punti organico e l’elenco dei SSD per i quali la sofferenza didattica si traduce in una spettanza minima di p.o. pari a 0,5; il Consiglio di Amministrazione delibera l’attribuzione delle posizioni ai dipartimenti, presa visione delle priorità riportate nelle schede di programmazione, con indicazione delle risorse vincolate (sia in termini di tipologia PO - libero, PA - libero, upgrade PA, RTD che di numerosità) ai fini della riduzione delle sofferenze didattiche.

Il criterio “Produttività della ricerca scientifica” valuta l’impatto della produzione scientifica dei singoli SSD per ogni Dipartimento sulla base dei prodotti della ricerca dei docenti, estratti dal catalogo di Ateneo IRIS, con riferimento all’arco temporale specificato nei parametri (vigenti) per l’ASN. Nel caso di SSD afferenti a più Dipartimenti, la valutazione è eseguita con riferimento ai docenti appartenenti al singolo Dipartimento. Per ciascun SSD è calcolato il valore medio di riferimento dei parametri specificati nei criteri ASN vigenti, ponderato sulla base della numerosità dei rispettivi docenti. I valori medi per SSD così individuati sono confrontati con i valori soglia nazionali stabiliti per l’ASN. Per i ricercatori sono adottati i valori soglia per l’abilitazione a professore di II fascia, per i professori di II fascia i valori soglia per l’abilitazione a professore di I fascia e per i professori di I fascia i valori soglia richiesti per far parte delle commissioni di abilitazione nazionale. L’indicatore complessivo di produttività della ricerca è determinato previa normalizzazione dei singoli contributi relativi ai singoli parametri dell’ASN. Per ciascun indicatore normalizzato è fissato un valore massimo pari a 5. Rapporti superiori a tale soglia sono ricondotti al valore massimo. Ai fini dell’assegnazione delle risorse, l’indicatore complessivo è ottenuto considerando la media, pesata in base alla numerosità della fascia di appartenenza, dei valori normalizzati per professori e ricercatori appartenenti al singolo SSD. I prodotti della ricerca sono estratti dal catalogo IRIS nel momento in cui la programmazione dei singoli Dipartimenti viene trasmessa in Ateneo. Per i Dipartimenti che ne facciano esplicita richiesta con apposita delibera, a seguito della peculiarità dei propri SSD/SC, può essere restituito il valore dell’indicatore complessivo medio ponderato a livello di SC. E’  stato altresì stabilito di usare un fattore di correzione pari alla numerosità diretta dei Dipartimenti e di introdurre una clausola di salvaguardia, al fine di contenere le variazioni in termini di punti organico attribuiti ai Dipartimenti - in ambito ricerca -  con l’utilizzo del fattore correttivo “numerosità dipartimentale”, nel range ± 15% rispetto alle attuali metodologie di calcolo.

Per il criterio “esigenze strategiche di Ateneo”, l’assegnazione delle risorse e delle relative posizioni prende in considerazione iniziative quali quelle finalizzate all’incremento degli iscritti, l’attivazione di nuovi corsi di studio e/o nuovi insegnamenti innovativi o strategici, l’attivazione di corsi di studio e/o di insegnamenti finalizzati alla promozione dell’internazionalizzazione, in particolare quelli in lingua straniera, il mantenimento di insegnamenti comunque ritenuti essenziali nell’ambito dell’offerta didattica dell’Ateneo, la valorizzazione dei laboratori didattici e le attività di formazione in relazione alle esigenze del territorio, il potenziamento ovvero l’innovazione in aree scientifiche e disciplinari strategiche per le politiche di didattica, ricerca e terza missione dell’Ateneo, il potenziamento delle sedi decentrate e le politiche di sviluppo stabilite dagli Organi di Governo dell’Ateneo sulla base della programmazione pluriennale. L’assegnazione delle risorse tiene conto, altresì, di eventuali interventi normativi che comportino variazione dell’Offerta formativa, nonché di eventuali esigenze di tipo assistenziale.
Le risorse dell’ambito “esigenze strategiche” sono anche utilizzate per arrotondamenti utili alla piena spendibilità delle facoltà assunzionali.
I risultati dei calcoli per l’attribuzione delle risorse, pubblicati sul sito istituzionale dell’Ateneo, sono convertiti in millesimi di punti organico e successivamente in posizioni per le diverse tipologie di ruolo.

Il Consiglio di Amministrazione, quindi, attribuisce le posizioni alle singole strutture, che ne deliberano l’assegnazione ai SSD secondo la propria programmazione.
I criteri di ripartizione sono sottoposti a revisione periodica.