Whistleblowing

La segnalazione di condotte illecite all’interno dell’ambiente di lavoro (whistleblowing) nella pubblica amministrazione

Con il termine «whistleblowing» - denominazione anglosassone che, pur non avendo una traduzione in lingua italiana, letteralmente significa «soffiare nel fischietto» - si indica la segnalazione di illeciti o irregolarità, riscontrati in ambito lavorativo, commessi contro l'interesse dell’azienda o dell’ente in cui si lavora o contro l’interesse pubblico.

Il whistleblowing rappresenta uno strumento piuttosto diffuso all'estero, soprattutto nei Paesi anglosassoni e scandinavi, e che in Italia resta ancora relativamente poco conosciuto. Si tratta, soprattutto, di uno strumento di potenziale particolare rilevanza nell'ambito di una effettiva ed efficace lotta alla corruzione e prevenzione della stessa.

Data la particolare criticità dell'argomento, il legislatore ha ritenuto necessario emanare una serie di norme a tutela del dipendente pubblico che segnala condotte illecite.
L’art. 1, co. 51, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ha infatti inserito l’art. 54-bis nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevedendo che: «fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente che denuncia all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia»..

Per approfondimenti sull'argomento si legga il documento "POLICY DEL SISTEMA WHISTLEBLOWING DI ATENEO"
 

Soggetti destinatari della tutela, riservatezza e altri obblighi di denuncia

L’art. 54-bis si riferisce esclusivamente ai dipendenti dell’Università e presuppone l’identificazione del soggetto segnalante il cui nominativo deve essere, comunque, mantenuto riservato.
Nella nozione di dipendente sono compresi tanto i dipendenti con rapporto di lavoro di diritto privato quanto, compatibilmente con la peculiarità dei rispettivi ordinamenti, i dipendenti con rapporto di lavoro di diritto pubblico.
Occorre poi considerare che nell’Università operano anche soggetti che non possono essere ricompresi fra i dipendenti ma che pure svolgono la propria attività professionale all’interno dei pubblici uffici.
Ci si riferisce, in particolare, ai collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’Università.

Con riguardo a queste tipologie di soggetti, il Codice di comportamento dei dipendenti della Sapienza prevede l’estensione, per quanto compatibili, degli obblighi di condotta che lo stesso Codice stabilisce per i dipendenti, e a tale fine prevede che siano inseriti negli atti di incarico o nei contratti di acquisizione delle collaborazioni, delle consulenze o dei servizi, apposite clausole di risoluzione o decadenza del rapporto nel caso di violazione degli obblighi derivanti dal Codice.
In considerazione del ruolo che questi soggetti rivestono all’interno delle amministrazioni, è possibile offrire loro una qualche forma di impegno alla riservatezza qualora questi intendano esporsi in prima persona per segnalare fatti illeciti in occasione e/o a causa dello svolgimento delle mansioni lavorative.

A legislazione vigente, vi è solo l’opportunità e non un obbligo che l’Università introduca per le categorie di soggetti sopra considerati impegni di riservatezza del Responsabile della prevenzione della corruzione analoghi a quelli osservati per i dipendenti.
In ogni caso, l’estensione volontaria a dette categorie di soggetti di specifici impegni di riservatezza in capo al Responsabile della prevenzione della corruzione, non implica l’estensione agli stessi anche delle tutele assicurate ai dipendenti dall’art. 54-bis.

Possono accedere al servizio informatizzato della Sapienza con le stesse garanzie tecniche di riservatezza, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo:

     - professori, ricercatori a tempo indeterminato, ricercatori a tempo determinato;
     - professori e ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato di altro Ateneo
       con affidamento didattico presso la Sapienza;
     - docenti a contratto;
     - personale tecnico amministrativo a tempo indeterminato e determinato, ivi compresi
        i collaboratori linguistici e lettori di madrelingua;
     - assegnisti di ricerca;
     - dottorandi di ricerca;
     - tutor didattici;
     - specializzandi;
     - studenti;
     - cittadini estranei alla comunità universitaria.

Per approfondimenti sull'argomento si legga il documento "POLICY DEL SISTEMA WHISTLEBLOWING DI ATENEO"
 

Presso la Sapienza sono possibili le seguenti modalità di segnalazione:

a. Cartacea;
b. Informatizzata.

  • a. La segnalazione cartacea deve essere inviata o fatta pervenire al Responsabile della prevenzione della corruzione pro tempore della Sapienza (attualmente il dott. Andrea Putignani) - Piazzale Aldo Moro 5 – 00185 Roma in busta chiusa, scrivendo sulla busta "riservata personale". All’interno della busta dovranno essere inserite due buste, una contrassegnata come "Dati del segnalante" e contenente il Modello 1) Dati del segnalante debitamente compilato, l’altra contrassegnata come "Dati segnalazione" e contenente il Modello 2) Dati segnalazione allegato, debitamente compilato.
      - Modulo per la segnalazione cartacea (pdf semplice)
      - Modulo per la segnalazione cartacea (pdf compilabile)
     
  • b. Per la segnalazione informatizzata deve essere utilizzato l’apposito applicativo disponibile all’indirizzo: http://segnalazioni.uniroma1.it/, selezionando una delle due opzioni possibili:

    • b1. Anonima:

      Nella modalità Anonima l’utente deve richiedere le credenziali d’accesso personali con le quali può accedere al sistema e compilare il modulo della segnalazione. Le credenziali sono visibili solo sullo schermo dell’utente al momento della richiesta e non sono né riproducibili né recuperabili. Solo attraverso queste credenziali è possibile, per l’utente, rientrare nell’applicativo sia per verificare lo stato della segnalazione, sia per controllare se ci sono richieste di contatto da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione. In questa modalità non sono richiesti i dati personali del segnalante.

      b2. Nominativa:

      Con la modalità Nominativa l’utente non ha bisogno di richiedere credenziali per effettuare la segnalazione. In fase di compilazione del modulo, l’utente deve necessariamente indicare uno o più recapiti per poter essere eventualmente contattato dal Responsabile della prevenzione della corruzione se quest’ultimo ne riscontrasse la necessità. Alla fine della procedura d’inoltro della segnalazione, l’utente visualizza sullo schermo le credenziali associate a questa segnalazione, che deve utilizzare per controllare lo stato della segnalazione o verificare se ci siano richieste di contatto da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione.

      La peculiarità dell’applicativo Sapienza (messo a punto in collaborazione con una spin-off della Sapienza) sta proprio nel consentire la segnalazione del fatto illecito anche in via del tutto anonima e senza il necessario inserimento di un account di posta elettronica di lavoro o personale.

Per approfondimenti sull'argomento si legga il documento "POLICY DEL SISTEMA WHISTLEBLOWING DI ATENEO"