Storia Museo di Idarulica

L’idraulica è stata una delle discipline portanti della prima scuola di ingegneria istituita a Roma nel 1817 da Pio VII. Tale scuola fu diretta alla sua fondazione da un membro del consiglio dei lavori idraulici, il Prof. Giuseppe Venturoli.

Numerosi ed importanti ricercatori hanno successivamente dato lustro alla scuola romana di idraulica, tra questi ricordiamo i professori: Luigi Luiggi, Luciano Conti, Guido di Ricco e Filippo Arredi. L’attuale laboratorio di idraulica, costruito ed attrezzato negli anni ’30, ha ripreso la lunga tradizione della scuola romana ed è sempre stato dotato di attrezzature d’avanguardia. Tra le attrezzature che sono state ordinate nel museo di Idraulica possiamo ricordare: -strumenti per la misura di velocità dell’acqua in laboratorio ed in campo; -strumenti per le misure di livello e pressione; -attrezzi di falegnameria ed officina meccanica utilizzati per la realizzazione di modelli idraulici; -strumentazione elettrica ed elettronica da collegare con la strumentazione idraulica ; -cineprese e macchine fotografiche utilizzate per le riprese dei flussi.

L’idraulica romana affonda le sue origini in oltre duemila anni di storia; infatti all’epoca repubblicana (312 a.C.) risale la costruzione del primo acquedotto da parte di Appio Claudio Crasso. Si calcola che nel periodo dell’impero giungessero a Roma complessivamente circa 13.000 litri di acqua al secondo, che equivalgono a oltre un milione di metri cubi al giorno; una quantità enorme per una popolazione che nel periodo fra il IV sec. a.C. ed il II sec. d.C. era cresciuta fino ad oltre un milione di abitanti. Quest’acqua era destinata ad usi tanto di carattere collettivo quanto ornamentale. Gran parte delle notizie che abbiamo sugli acquedotti romani le dobbiamo a Sesto Giulio Frontino, "curator aquarum" durante il regno di Nerva (intorno al 90-100 d.C.). Da Frontino sappiamo i percorsi degli acquedotti, i nomi dei costruttori, l'acqua trasportata, l'ubicazione delle sorgenti, il tipo di struttura muraria ed ogni altro tipo di informazione correlata con la realizzazione di queste opere.

Solo a Roma, l'acqua era fornita da undici acquedotti: Appio, Anio Vetus, Acqua Marcia, Acqua Tepula, Acqua Giulia, Acqua Vergine, Alsietino, Claudio, Anio Novus, Traiano, Alessandrino. Alcuni acquedotti di Roma antica continuarono ad essere utilizzati, pur se in rovina, durante il medio evo, e furono rimessi in servizio dai papi in epoca rinascimentale. In questo periodo la scuola di Roma ebbe tra i suoi allievi due tra gli idraulici più illustri : Benedetto Castelli ed Evangelista Torricelli; furono realizzati altri acquedotti (Felice, Acqua Paola, Acqua Vergine, Pia Acqua Marcia), e la città fu dotata di splendide fontane.

L’acquedotto attualmente più importante a Roma è il Peschiera, che nasce in provincia di Rieti, nei pressi di Cittaducale e penetra a Roma attraverso due rami distinti, convogliando acqua sorgiva di ottima qualità.