Collezioni Museo delle Origini

L'archeologia preistorica si occupa dello studio delle società del passato che non conoscono ancora la scrittura ed ha come obiettivo principale la ricostruzione del contesto ambientale, delle attività economiche e dell'organizzazione politica e sociale di questi gruppi umani. Le fonti di conoscenza sono costituite da oggetti, solitamente in materiale non organico (pietra, ceramica, metallo), resti di strutture abitative, tombe, ecc., uniche tracce delle azioni e dei comportamenti umani, che devono essere adeguatamente interpretate.

Nel Museo delle Origini sono esposti materiali preistorici italiani che coprono un lunghissimo periodo di tempo, dal Paleolitico inferiore alla prima età del Ferro.

Brevi cenni su ciascuno dei maggiori periodi della preistoria sono integrati da un’esemplificazione grafica che illustra la lunga storia dell’evoluzione fisica dell’uomo. Sono esposte le riproduzioni di crani relativi a generi e specie diversedaAustralopithecus africanus,a Homo ergaster,fino all’uomo di Neanderthal e a Homo sapiens, collocate nella sequenza evolutiva riconosciuta sulla base delle più recenti scoperte.

Tra i reperti più antichi vi sono strumenti in selce risalenti al Paleolitico inferiore, datati a circa  500.000 anni fa e un cranio di Elephas antiquus (200.000 – 130.000 anni fa),rinvenuto nel corso dei lavori di scavo per la realizzazione della Via dei Fori Imperiali a Roma.

Delle collezioni del museo fanno parte materiali provenienti da importanti complessi archeologici come Coppa Nevigata (Foggia) con la sua imponente stratigrafia che va dal Neolitico antico all'età del Bronzo, o i reperti lignei eccezionalmente conservati del villaggio palafitticolo di Ledro (Trento),risalenti a circa 4000 anni fa, i ricchi corredi delle sepolture dell’Età del bronzo della grotticella funeraria di Manaccore (Foggia) o quelli provenienti dalle sepolture protovillanoviane a incinerazione del Sasso di Furbara (Roma) o gli oggetti in bronzo del ripostiglio della prima età del Ferro di Piediluco (Terni). All’esposizione dei materiali sono affiancati la ricostruzione a grandezza reale di una sepoltura dell’età del Rame della necropoli marchigiana di Cava Koch a Recanati (Macerata) della metà del IV millennio a.C. e alcuni plastici che illustrano una capanna rinvenuta nel corso degli scavi dell’abitato eneolitico di Maccarese (Roma), un villaggio di palafitte e un nuraghe sardo della fine dell’età del Bronzo.